Roma, 10mila negozi chiusi: artigiani scomparsi, da locali a rifugi da 50€/notte

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 settembre 2013 12:35 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2013 12:36
Roma, 10mila negozi chiusi: artigiani scomparsi, da locali a rifugi da 50€/notte

Roma, 10mila negozi chiusi: artigiani scomparsi, da locali a rifugi da 50€/notte

ROMA – Oltre diecimila negozi a Roma hanno chiuso e sono rimasti sfitti. Scomparsi del tutto gli antiquari e restauratori, inghiottiti dalla recessione e dalla crisi. Accade allora che i proprietari dei negozi li affittino a chi vuole dormirci, spiega Camilla Mozzetti su Il Messaggero, nelle strade intorno a piazza Farnese. Cinquanta euro a notte, prezzo a nero e conveniente per i proprietari, che così hanno profitti maggiori e recuperano i soldi di quei locali che rimangono sfitti e invenduti, sia in centro che in periferia.

Negozi chiusi, con locali sfitti o invenduti. Questa la situazione a Roma ritratta da Confesercenti e riportata dal Messaggero:

“Oltre diecimila, stando ai conti della Confesercenti, sono i locali commerciali sfitti o invenduti a Roma, che mostrano senza esitazioni l’annoso danno derivato principalmente dalla crisi economica e dal crollo dei consumi. A questi si sono aggiunti dallo scorso febbraio – quando l’associazione contava già 845 attività commerciali in meno – altri 655 fallimenti, per un totale di 1.500 negozi chiusi rispetto ad agosto 2012. E non c’è distinzione tra centro e periferia”.

E se orafi, corniciai e falegnami scompaiono, insieme a tante altre figure dell’artigianato, aumentano i numeri di bar e ristoranti:

“Persino i centri commerciali accusano il colpo, mentre le uniche attività che sembrano tener lontano la crisi sono i bar e i ristoranti. Sempre secondo la Confederazione nazionale dell’artigianato, in nove anni gli esercizi di ristoro solo nel cuore della Capitale sono passati dai 48 del 2003 ai 153 del 2012. Bar e ristoranti gestiti sì, da italiani, ma che appartengono sempre più a stranieri, «Cinesi per lo più», osserva la Fipe-Confcommercio”.

Valter Giammaria, a capo della Confesercenti, spiega che tra le cause di questo andamento vi è “troppo fisco”:

«Quest’andamento è senz’altro destinato ad aumentare. Da una parte cambiano le abitudini dei romani, dall’altra, a causa anche dell’enorme imposizione fiscale, molti commercianti sono costretti a chiudere perché non riescono a pagare affitti di locazione, tasse e Imu»