Casa a Piazza Navona a 79€? Non più: arriva l’Anagrafe del patrimonio pubblico

Pubblicato il 20 settembre 2012 21:29 | Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2012 21:47

Campidoglio, RomaROMA – Niente più case e immobili pubblici dati in affitto per due soldi a Roma. L’assemblea capitolina ha approvato all’unanimità la delibera che istituisce l’Anagrafe del patrimonio immobiliare del Comune di Roma. Sul sito di Roma Capitale, saranno a disposizione tutte le informazioni sulle società municipalizzate oppure sugli immobili alienati negli ultimi cinque anni.

“Potendo visionare finalmente l’elenco dei beni che l’amministrazione intende vendere – ha spiegato il capogruppo dell’Udc Alessandro Onorato, che ha presentato la delibera sull’anagrafe – solo oggi ho scoperto quello che sospettavamo da tempo: ci sono centinaia di appartamenti e negozi affittati a pochi euro, come una piccola abitazione a Piazza Navona affittata a 79 euro al mese. Oppure un locale, a viale Mazzini, con un canone di locazione di 76 euro mensili, e un bar su piazza Santa Maria in Trastevere che ne paga 52, solo per fare alcuni esempi. Grazie all’anagrafe questo non si verificherà più, perché i cittadini sapranno quello che nemmeno i consiglieri hanno potuto verificare in questi anni: cioè come questi immobili vengono gestiti, a che prezzi vengono affittati e le eventuali morosità”.

L’Anagrafe pubblica degli immobili è un vero e proprio elenco pubblico, consultabile direttamente dall’Area Trasparenza nell’home page del portale del Comune di Roma, del Patrimonio Immobiliare non in Erp (Edilizia Residenziale Pubblica) di Roma Capitale e delle aziende municipalizzate. Nell’elenco si potranno trovare l’indirizzo, la situazione, le caratteristiche e il valore dell’immobile e, se affittato, il canone annuale e la tipologia del locatario (persona fisica o giuridica, associazione). Dovrà anche essere riportato lo stato dei pagamenti, e l’importo totale di un’eventuale morosità. Con un emendamento approvato in aula, sono stati inseriti nell’elenco degli immobili da inserire nell’anagrafe anche quelli confiscati alla mafia e in corso di confisca.

Per il capogruppo del Pd Umberto Marroni ”l’anagrafe pubblica del patrimonio immobiliare è un provvedimento di trasparenza che in questo momento rappresenta anche un risposta concreta dell’Assemblea Capitolina agli scandali della Regione Lazio”.

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