Saccomanni: crisi finita ma non per l’Italia. Da Fazio dopo Maradona: indecente

Pubblicato il 27 Ottobre 2013 7:00 | Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre 2013 0:37
Saccomanni: la crisi è finita per tutti ma non per noi, riforme o instabilità

Fabrizio Saccomanni da Fabio Fazio una settimana dopo Maradona. La crisi non è finita. Il gesto dell’ombrello alla recessione non lo può fare

ROMA – “La crisi globale è finita, ne stiamo uscendo”,

verbo del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni.

O meglio, dalla crisi

“sta uscendo l’Europa” mentre l’Italia ”in un sentiero di crescita, non c’è ancora e ci deve essere riportata”.

Per dire agli italiani queste parole importanti e gravi, Fabrizio Saccomanni non ha scelto la sede del Parlamento, come dovrebbe essere, ma lo studio Rai da dove trasmettono “Che tempo che fa” di Fabio Fazio, quello che dicono che dalla televisione di Stato prende troppi soldi e che ha guardato, compiacente e compiaciuto, Maradona mentre  faceva il gesto dell’ombrello al Fisco italiano e per associazione a tutti i contribuenti onesti.

Che una settimana dopo l’uscita scandalosa di Maradona il ministro da cui dipende Equitalia, prima destinataria del gesto dell’ombrello, abbia accettato di sedersi sulla stessa sedia è un po’ indecente e sconcertante, ma è anche un segno della caduta di ogni confine di decoro in Italia.

Saccomanni, peraltro, ha detto cose sagge e dure ed è stato anche minaccioso. Gli italiani, ha detto, devono scegliere se

”agganciare la ripresa, anche con riforme strutturali”, oppure avviarsi verso ”una fase acuta di instabilità politica”.