Saipem, Stefano Cao torna come Ad. Fu presidente fino al 2000

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Maggio 2015 16:46 | Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2015 16:46
Saipem, Stefano Cao torna come Ad. Fu presidente fino al 2000

Saipem, Stefano Cao torna come Ad. Fu presidente fino al 2000

ROMA – Saipem torna sotto la guida di Stefano Cao, manager che ha trascorso più di trent’anni all’interno del gruppo Eni, da cui è uscito nel 2008 quando era a capo della divisione Exploration & Production e amministratore delegato era Paolo Scaroni. Cao, che di Saipem è stato presidente esecutivo fino al 2000, è stato nominato dall’assemblea assieme al nuovo cda che sarà presieduto da Paolo Andrea Colombo, già presidente dell’Enel, a cui spetterà la rappresentanza con i soci e le istituzioni.

Il sistema di deleghe prevede che Cao e Colombo avanzino insieme al cda proposte relative ad “operazioni straordinarie” sul capitale o sul debito, operazioni che potrebbero sancire il distacco di Saipem dall’Eni. Il responsabile dell’internal audit dipenderà invece dal cda e, per esso, dal presidente.

“Il complessivo assetto dei poteri così delineato – spiega Saipem – definisce con chiarezza le responsabilità, favorisce l’efficacia e la tempestività delle decisioni, attua un bilanciamento dei poteri e sottolinea la centralità del consiglio di amministrazione nella gestione del gruppo”.

Al manager, richiamato dall’a.d dell’Eni Claudio Descalzi, spetterà il compito di proseguire la strada del risanamento avviata dal suo predecessore, Umberto Vergine, che ha preso in mano Saipem alla fine del 2012, nel pieno della bufera per le presunte tangenti in Algeria (per cui sono indagati tra gli altri l’ex a.d Pietro Tali e lo stesso Scaroni) e alla vigilia di un rovinoso profit warning. Ora l’azienda “si appoggia su basi molto solide” e “i risultati vanno nella giusta direzione”, ha detto Vergine preparandosi al rientro in Eni.

Cao dovrà curare il rilancio di Saipem in un contesto reso complesso dalla crisi del prezzo del petrolio, che sta spingendo le major a tagliare gli investimenti. Tra gli obiettivi anche rivitalizzare il titolo in borsa, la cui caduta ha spinto l’Eni a congelare il processo di deconsolidamento di Saipem: oggi le azioni valgono poco meno di 12 euro, contro i 18 su cui viaggiavano al momento dell’annuncio della cessione, nel luglio 2014, e i 30 precedenti al profit warning di inizio 2013.

L’assemblea di Saipem ha confermato in nove il numero dei Consiglieri ed ha nominato il Consiglio di Amministrazione per gli esercizi 2015, 2016 e 2017, così composto:

dalla lista presentata da Eni, che detiene il 42,924% del capitale ordinario di Saipem:

– Paolo Andrea Colombo

– Stefano Cao

– Maria Elena Cappello

– Francesco Antonio Ferrucci

– Flavia Mazzarella

– Stefano Siragusa;

dalla lista presentata da azionisti che rappresentano l’1,015% del capitale ordinario di

Saipem:

– Guido Guzzetti

– Nicla Picchi

– Federico Ferro-Luzzi

già componenti del Consiglio di Amministrazione uscente.