Saipem, vendita delle azioni prima di profit warning: indagine per aggiotaggio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 settembre 2013 20:53 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2013 20:53

Saipem, vendita delle azioni prima di profit warning: indagine per aggiotaggioMILANO – Saipem, la Procura di Milano ha aperto un’indagine per insider trading e aggiotaggio sulla maxi vendita del 2,3% del capitale della società, lo scorso gennaio. Gli inquirenti vogliono far luce sul maxi collocamento di azioni fatto il giorno prima del “profit-warning” lanciato dalla società del Gruppo Eni il 29 gennaio scorso, e che aveva affondato il titolo in Borsa bruciando 4,7 miliardi di euro degli azionisti grandi e piccoli.

Per quella stessa vicenda la Procura sta valutando se si profila anche il falso in bilancio. La Consob ha trasmesso agli inquirenti alcune relazioni nelle quali ha messo nero su bianco l’esito di una serie di accertamenti.

L’autorità della Borsa, all’indomani del profit warning lanciato da Saipem a mercati chiusi, aveva infatti disposto alcune verifiche per sospetto insider in seguito alla maxivendita di azioni, il 2,3% del capitale, realizzata in fretta e furia da Bofa Merrill Lynch poco prima che la società comunicasse il taglio degli obiettivi per il 2012 e il 2013.

Inoltre, come emerge dalla semestrale della controllata di Eni, il primo febbraio aveva deliberato un’ispezione negli uffici di San Donato Milanese, cominciata tre giorni dopo e chiusa il 7 giugno. Verifiche queste, che hanno portato la commissione di controllo a muovere una serie di rilievi a cui la società dovrà rispondere: non solo che “il profit warning del 29 gennaio 2013 sarebbe stato reso noto al mercato con ritardo”, ma anche la contestazione di alcune voci del bilancio 2012 (l’addebito è stato respinto) e delle “modalità di tenuta” del registro delle persone che hanno accesso alle informazioni price sensitive nonché la “omissione o tardività o incompletezza di alcune iscrizioni”.

Gli esiti degli accertamenti relativi al filone che riguarda l’insider trading (e che la Consob dovrebbe accingersi a chiudere tra non molto) sono ora confluiti nell’inchiesta milanese nata in realtà qualche mese fa senza ipotesi di reato né indagati. Inchiesta nella quale poi, nelle scorse settimane, sono stati ipotizzati i reati di aggiotaggio e insider trading, al momento sempre a carico di ignoti e che sta puntando a verificare anche eventuali profili di falso in bilancio.