Salario minimo ai senza contratto in dirittura d’arrivo. Non è il reddito minimo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Marzo 2015 10:30 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2015 10:30
Salario minimo ai senza contratto in dirittura d'arrivo. Non è il reddito minimo

Salario minimo ai senza contratto in dirittura d’arrivo. Non è il reddito minimo (vignetta Matador)

ROMA – Salario minimo (max 7 € ora) in dirittura d’arrivo. Ma non è il reddito minimo. Nelle prossime settimane il Governo proporrà l’introduzione anche in Italia del salario minimo: massimo 7 euro, forse 6 euro e mezzo l’ora per legge solo nei settori che non siano già regolamentati da un contratto nazionale. Sul Corriere della Sera Lorenzo Salvia dà conto delle intenzioni del Governo che dovrebbe definire i dettagli del provvedimento in sede di attuazione dei decreti del jobs act  nella parte che riforma le politiche attive del lavoro e del collocamento.

Non è il reddito minimo. Salario minimo che, è bene precisare, non va confuso con il reddito minimo. Si tratta infatti di una misura che riguarda solo chi lavora, in particolare i lavoratori a più basso reddito. Il reddito minimo, nella forma tipica del sussidio, riguarda invece chi il lavoro non ce l’ha. Lorenzo Salvia distingue rigorosamente le diverse fattispecie.

Il salario minimo è la soglia al di sotto della quale non si può andare quando si paga un dipendente: se fai il cameriere, per dire, non puoi guadagnare meno di sette euro l’ora. È una misura che non riguarda tutti ma solo chi lavora. Il reddito minimo, invece, è una somma che viene garantita per vivere. In realtà le ricette sono diverse: dal reddito di cittadinanza del Movimento 5 stelle, che potenzialmente riguarda tutti, fino alla versione del presidente dell’Inps, Tito Boeri, che scatterebbe al di sopra di una certa età per aiutare gli esodati, quelli che rischiano di avere un buco tra stipendio e pensione. (Lorenzo Salvia, Corriere della Sera)

Perché massimo 7 euro l’ora.  In Italia quella quota sarebbe in concorrenza, anzi supererebbe i cosiddetti “voucher”, i buoni lavoro per le prestazioni occasionali che, per esempio, nel caso dei call center sono fissati a 7 e euro e 50. Qualcosa compreso tra 6 euro e 50 e 7 euro sarebbe esentasse (niente contributi Inps o Inail) almeno fino alla soglia di 8mila euro annui, dove finisce la no tax area.

Germania: il salario minimo ha aumentato il lavoro nero. In Germania, che con l’Italia, fino a poco tempo fa era l’unico paese europeo a non contemplare l’asticella minima salariale, il salario minimo è fissato a 8,5 euro l’ora. Il salario minimo introdotto a partire da gennaio sta contribuendo ad aumentare il ricorso al lavoro nero, secondo uno studio dell’Istituto di Tubinga per la ricerca economica applicata e dell’università di Linz.

I dati dicono che quest’anno l’economia sommersa tornerà a crescere – di 1,5 miliardi di euro – dopo numerosi anni di calo. Attualmente gli esperti stimano il sommerso tedesco intorno al 12,2% del pil nazionale. La nuova crescita del lavoro nero “è anche condizionata dal salario minimo”, ha spiegato il direttore dell’istituto, Bernhard Boockmann. La congiuntura robusta e il mercato del lavoro in crescita, infatti, di per sé avrebbero dovuto produrre un arretramento dell’economia sommersa.