Salario minimo. Di Maio spinge, Ocse lo boccia: “9 euro l’ora cifra troppo alta”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 17 Giugno 2019 20:00 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2019 20:18
Salario minimo. Di Maio spinge, Ocse lo boccia: "9 euro l'ora cifra troppo alta"

Salario minimo. Di Maio spinge, Ocse lo boccia: “9 euro l’ora cifra troppo alta”

ROMA – Luigi Di Maio accelera sul salario minimo e convoca una riunione d’urgenza a Palazzo Chigi con la prima firmataria della proposta Nunzia Catalfo, la viceministra del Mef Laura Castelli e i tecnici della materia. “Il prossimo passo è il salario minimo – dice ai ministri 5 Stelle – Restituiremo dignità a circa 3 milioni di lavoratori sottopagati”. Ma a stroncare i sogni del leader M5s interviene puntuale l’Ocse, secondo il quale “9 euro l’ora sono una cifra troppo alta”. 

A bocciare la proposta cara a Di Maio è Andrea Garnero, economista del dipartimento Lavoro e Affari sociali dell’Ocse. A suo dire l’introduzione di una retribuzione minima è “uno strumento legittimo” ma  “non è la soluzione alla questione salariale e del mercato del lavoro italiano”. In audizione alla Commissione Lavoro della Camera, Garnero si sofferma anche sulla cifra prevista, quella di nove euro lordi l’ora, definita “troppo alta”. Si tratterebbe della cifra più elevata di tutti i Paesi dell’Ocse, sottolinea. Altro aspetto sottolineato dall’economista è che in Italia capita che i contratti collettivi non vengano rispettati e, inoltre, il 12% dei lavoratori sono sottopagati.

Di Maio invece è determinato. Mentre Matteo Salvini da Washington insiste sulla Flat tax e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, da Parigi, rivendica la necessità di un apporto critico dell’Italia alla Ue, il capo politico dei 5 stelle rilancia sul salario minimo: “È una legge presente in tanti paesi europei e l’Italia non può restare a guardare”. E mette in agenda anche il taglio del cuneo fiscale. “Bisogna restituire dignità a milioni di lavoratori sottopagati, ma al contempo occorre aiutare anche le imprese uccise dalle tasse”, dice. Le due proposte, su salario e su riduzione del cuneo, saranno dunque parallele e la proposta sul cuneo fiscale verrà inserita nella legge di bilancio.

Intanto, in audizione alla Camera parla anche il presidente Istat, Gian Carlo Blangiardo, che snocciola un po’ di numeri: “Sono 2,9 milioni le persone coinvolte dal salario minimo per un incremento medio annuo di 1000-1073 euro pro-capite e con un incremento del monte salari di 3,2 miliardi”. Il costo per le imprese sarebbe quindi di 4,3 miliardi di euro, mentre per la pubblica amministrazione ci potrebbe essere una “maggiorazione dei costi per acquisto di beni e servizi di 472 milioni di euro”, con un aggravio totale stimato di 700 milioni di euro.

Per quanto concerne il settore pubblico interviene anche l’Aran, con Pierluigi Mastrogiuseppe, secondo il quale questa misura “potrebbe avere un impatto sulla spesa pubblica, visto che alcuni servizi acquistati dalla Pa presentano retribuzioni inferiori”. (Fonte: Ansa)