Salario minimo, Salvini sceglie la Confartigianato per dire no. Per Tria il problema è la differenza Nord-Sud

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Giugno 2019 13:00 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2019 13:00
Salario minimo, Salvini sceglie la Confartigianato per dire no. Per Tria il problema è la differenza Nord-Sud

Salario minimo, Salvini sceglie la Confartigianato per dire no. Per Tria il problema è la differenza Nord-Sud

ROMA – “Salario minimo? La priorità è la flat tax. Il salario lo danno le imprese e se non tagliamo loro le tasse come fanno a dare i salari?”. Così il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, arrivando all’assemblea di Confartigianato. “Siamo certi che la faremo: non farla – aggiunge – non è un problema di Salvini o del governo ma dell’Italia”.

Di certo è un problema di Luigi Di Maio che per bilanciare la fuga in avanti fiscale dell’alleato continua a spingere per l’introduzione della misura spot dei Cinque Stelle, appunto il salario minimo. “Dobbiamo aiutare chi ha ancora paghe da due euro l’ora”, ha dichiarato, aggiungendo che alla flat tax preferirebbe un meno rivoluzionario abbattimento del cuneo fiscale.

Gli artigiani davanti ai quali è intervenuto Salvini tifano ovviamente per la drastica riduzione del peso fiscale sulle imprese (“Il peso delle tasse nemico n° 1”). 

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Tria: “Si possono realizzare entro il perimetro scritto nella manovra”. Il ministro dell’Interno giocava in casa. L’arbitro invece, se vogliamo attribuire al ministro dell’Economia Giovanni Tria una certa neutralità tecnica, interpellato sulla doppia misura per più di un motivo l’una in contraddizione con l’altra, non dice di no a priori: flat tax e salario minimo “non sono rumori elettorali, ma provvedimenti importanti, il problema è vedere come si disegnano e i temi in cui si attuano”.

Ma non dice nemmeno di sì. Dopo l’incontro con gli investitori della City e prima di un faccia a faccia con il cancelliere dello Scacchiere britannico, Philip Hammond, ha infatti precisato che il “perimetro” entro cui si possono realizzare è quello “del quadro di finanza pubblica già approvato dal Parlamento” nell’ambito della manovra.

Tria: “Salario minimo, il problema è differenza Nord e Sud”. Il ministro ha spinto la sua cautela riguardo al salario minimo fino a suggerire un argomento tabù che sembra richiamare le “gabbie salariali”. Il problema è come si disegna”, ha insistito, ricordando come quella italiana sia “in qualche modo un’economia duale”, con differenze fra il nord e il sud del Paese sul fronte dell’occupazione. Il salario minimo – ha ripreso – va quindi “disegnato in modo che dia un risultato al nord e non rappresenti un ostacolo per il Mezzogiorno”. (fonte Ansa)