Sale l’export, calano produzione (delocalizzata) e occupati

Pubblicato il 14 Giugno 2013 12:13 | Ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2013 12:14
Sale l'export, calano produzione (delocalizzata) e occupati

Sale l’export, calano produzione (delocalizzata) e occupati

ROMA – Sale l’export, calano produzione (delocalizzata) e occupati. Sembra un paradosso ma non lo è: l’export italiano regge nonostante la crisi, aumenta quote di mercato ma non impatta in Italia quanto a produzione e occupazione, che addirittura diminuiscono. In Germania i vantaggi dell’export che tira si avvertono in loco: in Italia l’aumento dei volumi di vendita non ha ricadute sul Pil italiano, perché le aziende si delocalizzano, fuggono dove produrre costa meno.

Tra i primi tre trimestri del 2009 e lo stesso periodo del 2012 la Germania ha aumentato i volumi esportati del 29,2 per cento e la produzione industriale tedesca è cresciuta del 22,7 per cento. Anche in Italia, le vendite all’estero – nello stesso intervallo temporale – hanno ripreso fiato, aumentando del 21,6 per cento, ma il loro l’impatto sulla produzione manifatturiera è stato praticamente nullo: l’1,7 per cento appena. Le conseguenza, in termini di lavoro, balzano all’occhio: fra il terzo trimestre 2009 e lo stesso periodo del 2012, l’occupazione manifatturiera tedesca è aumentata di 206.300 unità (più 2,7 per cento), quella italiana è invece scesa del 5,4 per cento, perdendo per strada 238.100 posti. (Luisa Grion, La Repubblica, 14 giugno).

La denuncia è di Confartigianato che chiede misure per trattenere le aziende in Italia, concedendo incentivi fiscali a chi si impegna a rimanere. E non bisogna pensare, quando si parla di fuga all’estero, agli esotici paesi del sude est asiatico o al più vicino oriente europeo (Romania su tutti): la Svizzera è la nazione all’avanguardia per attrarre capitali e, come si deve constatare, lavoro. Solo in Canton Ticino, negli ultimi 15 anni si sono trasferite 113 aziende. “Il fisco italiano – spiega Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato – tassa il 68,3 per cento gli utili lordi d’azienda, in Svizzera appena il 30,2”.