Sale il numero dei balzelli: altri tre col nuovo decreto fiscale

Pubblicato il 19 Aprile 2012 20:06 | Ultimo aggiornamento: 19 Aprile 2012 21:09

ROMA, 19 APR – Il 'balzellometro', cioe' un immaginario contatore di balzelli introdotti in Italia, continua a crescere. E anche se non e' possibile avere una stima complessiva (Confesercenti recentemente parlava di circa 100 balzelli in vigore) e' possibile aggiornare il conto con gli 'ultimi arrivati'.

Ad esempio durante l'esame dell'ultimo decreto fiscale i nuovi balzelli introdotti dal Parlamento sono tre: la tassa per i tragitti sugli aerotaxi, che magari non fruttera' molto, considerando che solo il sovrapprezzo e' 100 euro (200 per tratte oltre i 1.500 km). In pochi potranno permetterselo. Poi c'e' la tassa di sbarco per i turisti sulle isole: 1,5 euro solo per scendere, ad esempio, a Lipari. Ma fortunatamente sostituisce la tassa per il soggiorno. E si arriva addirittura a tassare come se fosse una pubblicita' il marchio che si puo' vedere sulle gru per l'edilizia. Anche se – spiegano i produttori di gru – in questo caso non si tratta di un balzello ma di tutela del marchio industriale. Sta di fatto che in Parlamento qualcuno scherzando preconizzava: ''occhio che ora vi tassiamo anche il marchietto sui jeans''.

Insomma sembra che ormai ad ogni 'azione' umana corrisponda l'arrivo di un nuovo obolo da pagare allo Stato. E anche se il 'legislatore' (nel senso piu' ampio del termine) continua a dire di voler ridurre la pressione fiscale, sbucano da tutte le parti nuove imposizioni. Magari piccole ma che aggiunte agli aumenti costanti di cibo, energia, sigarette, ecc. alla riedizione di vecchie 'passioni' degli italiani (leggi Imu) e alla batosta delle varie addizionali e dell'Iva rappresentano un conto di diverse migliaia di euro l'anno a famiglia. Altro provvedimento che ha fatto girare all'insu' il 'balzellometro' e' la riforma del mercato del lavoro (ancora non approvata). Quando sara' legge, ad esempio, salira' di 2 euro per ogni passeggero, a partire dal primo luglio 2013, l'addizionale ''comunale'' sui diritti di imbarco sugli aerei. E i maggiori importi incassati andranno versati all'Inps. Ma il balzello puo' essere anche 'indiretto': sempre la riforma del lavoro prevede che arrivera' una stretta sulla deduzione riconosciuta sulla tassa al servizio sanitario nazionale, pari al 10,5%, che si applichera' sulle assicurazioni Rc auto.

Ma i veri tartassati dalla 'balzello-mania' sono in assoluto tre: gli automobilisti (non c'e' provvedimento che non metta mano alle accise sulla benzina, oltre al fatto che facendo il pieno si paga addirittura il contributo per la Guerra in Libia, conflitto decisamente terminato). Poi i fumatori: i pacchetti sono talmente rincarati che ormai si vedono anche anziani signori 'rollarsi' la sigaretta per risparmiare; e i bevitori: l'accisa sull'alcool e' una delle leve preferite dal Parlamento. C'e' persino chi propone una tassa di 2 cents sugli sms. Ipotesi per fortuna rientrata.

Il problema ormai viene avvertito molto anche a livello politico tanto che il segretario del Pdl Angelino Alfano sbotta: ''basta dare l'impressione che ogni provvedimento del governo contenga un nuovo balzello. Questa e' un' idea chiara che noi intendiamo sostenere. Non si possono mettere piu' tasse. Basta!''. E il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, afferma: ''le tasse sono troppe ma e' troppo facile dar la colpa al Governo Monti''. Piuttosto ai governi precedenti che hanno fatto esplodere il debito.