Salva-banche: ipotesi rimborso 30% piccoli obbligazionisti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Dicembre 2015 9:00 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2015 10:01
Salva-banche: ipotesi rimborso 30% piccoli obbligazionisti

Salva-banche: ipotesi rimborso 30% piccoli obbligazionisti

ROMA –  Pressing del Pd perché accanto al sostegno a chi deteneva obbligazioni subordinate delle 4 banche andate in crisi che si preveda una qualche forma di ristoro anche per gli azionisti che hanno perso tutto. Il tema è ancora oggetto di confronto tra maggioranza e governo, alle prese con gli emendamenti alla legge di Stabilità che assorbe il decreto varato nei giorni scorsi dal governo. Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari si spinge anche per introdurre la deducibilità delle quote dei contributi volontari delle banche a sostegno del sistema. Una strada stretta, in ogni caso, come spiega Mario Sensini sul Corriere della Sera.

Si considera la possibilità di far intervenire un Fondo dotato di circa 100 milioni di euro e partecipato dalle sole banche, o anche allargato ad una partecipazione pubblica (che qualcuno considera d’ostacolo rispetto alla normativa Ue). Una somma simile permetterebbe di rimborsare circa il 30% dell’esposizione dei piccoli obbligazionisti. Resta in piedi anche l’ipotesi di concedere agli obbligazionisti che hanno perso il capitale una sorta di credito d’imposta da far valere, in compensazione, negli anni successivi. Offrire un trattamento di favore agli obbligazionisti subordinati delle sole quattro banche, però, potrebbe rivelarsi discriminatorio rispetto ad altri interventi passati. (Mario Sensini, Corriere della Sera).

Padoan, “intervento umanitario”. Sostenere i piccoli risparmiatori che avevano obbligazioni subordinate è un intervento “umanitario” che niente ha a che vedere con quello di risoluzione delle 4 banche entrate in crisi. Da Bruxelles il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan difende la linea del governo che ha ‘salvato’ con un decreto Carife, CariChieti, Banca Etruria e Banca Marche, mentre gli istituti di credito sono sotto pressione in Borsa.

Da una parte, infatti, l’attenzione è puntata sul ‘pacchetto Governo’ e sulle mosse (e contromosse) di Bruxelles, mentre lo spettro di nuove ispezioni della Bce sugli aumenti di capitale ha spaventato il mercato e la prima a vacillare è stata Mps anche se, secondo le indiscrezioni di stampa, sono le popolari ad essere nel mirino.

Gasparri: “Padoan? Da cacciare a calci nel sedere”. “Il ministro dell’Economia Padoan parla di un’operazione umanitaria per tutelare la parte più debole dei risparmiatori rapinati dalle banche. Ma che linguaggio usa? L’unica cosa da fare è cacciarlo via a calci nel sedere per le operazioni che fa, per i comportamenti che avalla, per il linguaggio offensivo che usa nei confronti dei risparmiatori. Appena incontrerò Padoan procederò direttamente io, a nome dei risparmiatori, a dirgli quello che pensano di persone spregevoli come lui. E la Banca d’Italia, che non ha vigilato ha responsabilità di ordine penale che investono Visco e tutti i suoi collaboratori”.

Così il senatore Maurizio Gasparri (Fi). “Un’associazione di persone – sostiene Gasparri – che pensano soltanto ai loro stipendi illegali, perché superano i tetti imposti alle pubbliche amministrazioni, e che non vigila a tutela dei risparmiatori. Visco e Padoan vanno cacciati via immediatamente e saranno denunciati per le loro responsabilità penali nei confronti dei risparmiatori. Lo dirò pubblicamente giovedì ad Arezzo, per dirlo poi in parlamento. Occorrono misure immediate a tutela di chi è stato rapinato dalle quattro banche. Altro che ragioni umanitarie eccepite dal disumano Padoan, passato direttamente dalla incapacità totale alla gestione fallimentare del Ministero dell’Economia”.