La Sardegna emette il primo “Pecorino bond”, a sostegno delle cooperative di allevatori

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 luglio 2018 9:38 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2018 9:38
La Sardegna emette il primo "Pecorino bond", a sostegno delle cooperative di allevatori

La Sardegna emette il primo “Pecorino bond”, a sostegno delle cooperative di allevatori

ROMA – Per la prima volta un’azienda privata sarda – la Cooperatori Allevatori (Cao) di Oristano – emette un mini bond. Si tratta del “Pecorino bond”, innovativo strumento finanziario messo a punto dalla Regione insieme alla Sfirs per sostenere il settore lattiero-caseario. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Il bond è suddiviso in due tranche, la prima da 1 milione e 125mila euro, la seconda da 625mila, per un totale di 1 milione e 750mila euro, entrambe sottoscritte da fondi e investitori esterni privati.

Il 20% delle quote è invece sottoscritta dalla Regione per tramite della Sfirs. L’operazione – nata dall’accordo tra Regione, Consorzio di tutela del Pecorino Romano Dop, Abi Sardegna per le attività di costituzione in pegno del Pecorino, e operatori nel settore degli investimenti – è stata presentata due anni fa all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo) dall’assessore alla Programmazione, Raffaele Paci, a una platea di investitori nazionali e internazionali.

A garantire l’emissione c’è il pegno rotativo sul prodotto e Confidi Sardegna. “Questa operazione – spiega Paci – insieme agli altri strumenti messi a punto per irrobustire la filiera, ha un obiettivo ambizioso: stabilizzare e dare sicurezza a un settore che è strategico per l’economia della nostra regione ma che è periodicamente in difficoltà a causa delle oscillazioni del prezzo”.

“E’ importante evidenziare come questi strumenti finanziari, oltre ad essere di aiuto al mercato, rappresentano una rilevante novità -, sottolinea il presidente della Sfirs Paolo Sestu -. Abbiamo iniziato dal lattiero-caseario e, sulla base di questa sperimentazione, abbiamo in programma di replicare lo stesso modello anche in altri settori, non solo dell’agroalimentare”.