Sciopero autotrasporti 4 giorni a dicembre: “Perseguitati, stranieri favoriti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Novembre 2013 11:39 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2013 11:39
Sciopero autotrasporti 4 giorni a dicembre: "Perseguitati, stranieri favoriti"

Sciopero autotrasporti 4 giorni a dicembre

ROMA – Quattro giorni di sciopero del settore autotrasporti sono stati fissati dal 9 al 13 dicembre, un periodo cruciale, proprio a ridosso delle feste di Natale.

Lo ha deciso la Unatrans, che riunisce le principali sigle nazionali: Confartigianato Trasporti, Fai, Cna-Fita, Confatrasporto e Fiap L.

Un comunicato informa che il Comitato Esecutivo di Unatrans “ha ratificato la decisione di proclamare il fermo dei servizi dell’autotrasporto a partire dalle ore 00 di lunedì 9 dicembre fino alle ore 24 di venerdì 13 dicembre assunta dalla Presidenza dell’Unatras al termine dell’incontro con il Sottosegretario Girlanda avvenuto in data 13/11/2013”.

Queste le motivazioni:

“Il taglio del rimborso delle accise, l’assoluta incertezza sulle risorse destinate al settore con particolare riferimento agli interventi per il contenimento del costo del lavoro, la mancata emanazione dei provvedimenti richiesti sulla riforma dei poteri assegnati all’Albo, l’assenza di iniziative concrete per arginare il fenomeno del cabotaggio abusivo praticato dai vettori esteri”.

Prosegue il comunicato di Unatrans:.

“Il Governo, nel corso di questi mesi si è completamente disinteressato delle questioni sollevate dall’autotrasporto, dimostrand0o in tal modo di non aver compreso il ruolo fondamentale del settore nella auspicata ripresa econonomica”.

Porta aperta:

“L’Unatras e l’Anita restano disponibili al confronto per trovare soluzioni possibili, pertanto chiedono un incontro urgente con la presidenza del Consiglio” dei Ministri”.

Scrive l’Eco di Bergamo:

“Il Capoarea di Confartigianato Trasporti Bergamo, Dario Mongodi, concorda pienamente con la decisione di andare al fermo: «Oltre alle questioni sollevate sinteticamente nel comunicato stampa – ha dichiarato Mongodi – con il governo andranno discussi anche altri temi roventi, come il pagamento certo, ovvero una maggiore e più semplice tutela per il padroncino nei confronti dei committenti solvibili che hanno il vizio di non pagare, e una maggiore attenzione a calibrare le sanzioni in relazione all’effettiva gravità del reato, specialmente in tema di errori nell’utilizzo del cronotachigrafo a fronte di una normativa complessa e di non facile interpretazione, oppure di piccoli sforamenti nei tempi di guida, che, se sommati tra loro, causano pesantissime sanzioni in grado di far chiudere un’impresa.

“Anziché penalizzare sempre più i padroncini, anello debole di tutta la filiera del trasporto, è necessario che le autorità spostino la loro attenzione sul controllo della committenza e soprattutto dei vettori stranieri che, nel nostro Paese, per cause tutte da scoprire, vengono lasciati impunemente scorazzare in lungo e in largo senza il minimo controllo sui reali tempi di guida. Basti pensare ad esempio che su 100 controlli effettuati sulla strada solo 2 o 3 sono su veicoli stranieri, a causa della difficoltà nel capire la lingua straniera e a causa di normative troppo morbide rispetto a quelle riservate agli italiani negli altri Paesi europei”.

Conclude Mongodi:

“La categoria è agonizzante e questa volta il fermo sarà inevitabile, se non a fronte, non di promesse o documenti, ma di fatti”.