Sciopero portavalori, il 1 e il 2 agosto a rischio i prelievi agli sportelli bancomat e in filiale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Luglio 2019 17:16 | Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2019 17:16
Sciopero portavalori, il 1 e il 2 agosto a rischio i prelievi agli sportelli bancomat e in filiale

Uno sportello bancomat

ROMA – I Portavalori hanno confermato lo sciopero previsto per giovedì 1 agosto ed esteso a venerdì 2 agosto. Durante la prima settimana del mese, dunque, potrebbero esserci dei problemi con i prelievi bancomat e nelle filiali. Dietro a questo sciopero nazionale una richiesta precisa: quella di ottenere il rinnovo del contratto (fermo dal 2015 per gli addetti ai lavori). Che lo stop proclamato potrebbe avere delle ripercussioni negative sui prelievi bancomat, però, lo hanno fatto sapere i principali Istituti bancari operanti in Italia. 

Lo sciopero portavalori potrebbe rallentare gli accrediti della pensione previsti per il primo di ogni mese e, quindi, anche quelli dell’1 agosto (proprio il giorno in cui lo sciopero avrà inizio).  La protesta dei portavalori, inoltre, potrebbe complicare i trasferimenti di denaro di tutti quei correntisti che si trovano ad operare con bancomat e carte di credito nelle zone dove i pagamenti sono più difficoltosi.

Alcune banche – come Intesa Sanpaolo – hanno avvertito via mail i clienti. “Il prelievo dei contanti potrebbe non essere disponibile”, si legge. “Le banche si stanno organizzando per avere tutte le disponibilità”, rassicura a Repubblica Gianfranco Torriero, vicedirettore generale Abi.

Lo sciopero era stato annunciato già a inizio luglio ed è stato indetto dai sindacati di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs per sollecitare temi come il miglioramento del salario, bilateralità, cambio di appalto, contrattazione di secondo livello, sicurezza e salute. Saranno coinvolti 70 mila addetti della vigilanza privata e dei servizi fiduciari, in attesa del nuovo contratto nazionale fermo ormai da 3 anni e mezzo per i 10mila i lavoratori del comparto. (fonte REPUBBLICA)