Scontrini e spese detraibili contro l’evasione: spunta “contrasto di interessi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Luglio 2013 14:07 | Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2013 14:07
Scontrini e spese detraibili contro l'evasione: spunta "contrasto di interessi"

Un carrozziere al lavoro

ROMA – Valentina Conte su Repubblica, racconta che il Parlamento potrebbe approvare in tempi brevi il cosiddetto “contrasto di interessi”, la norma che permette di “scaricare” in dichiarazione dei redditi anche le fatture dell’idraulico, del tecnico della lavatrice, del carrozziere e delle parcelle dei professionisti per così contrastare l’evasione fiscale.

La norma era stata inserita a fine novembre dal Senato nella delega fiscale confezionata dall’allora governo Monti ed rispunta ora alla Camera con buone possibilità di arrivare in fondo. Scrive Conte che

“Il testo, caduto a Natale assieme all’esecutivo dei tecnici e risorto con Letta, racchiude nei suoi 15 articoli importanti riforme. In primis, quella ‘epocale’ del catasto. Ma anche attese semplificazioni fiscali, il codice unico dei giochi, le norme sulla certezza del diritto e quelle sulla tassazione ambientale. E appunto il contrasto di interessi. Ovvero quella situazione, così frequente nella vita di tutti, in cui a me conviene la fattura, a te il nero. In Italia, ad oggi, esistono solo due campi, entrambi legati alla casa, in cui la divaricazione si ricompone  –  le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico  –  grazie ai generosi ‘bonus’ statali, di recente rafforzati e prorogati, che rendono ben più appetibile la fattura rispetto all’evasione proprio perché il 65% e il 50% della spesa, nei due casi, è detraibile dall’Irpef in dieci anni. Campi ora allargati agli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici”.

La norma, a qunto pare, a breve potròà essere allargata a quei settori sommersi in cui si paga in contanti e, come scrive Valentina Conti,

“Con una stretta di mano. Con buona pace di tasse e Iva. La delega fiscale  –  già calendarizzata per il suo passaggio in aula, a Montecitorio, per l’ultima settimana di luglio o la prima di agosto  –  gode di un ampio consenso parlamentare. Più ampio della stessa “strana” maggioranza. A parte Sel, sono tutti coesi per un passaggio rapido, inclusa Lega, Cinque Stelle, Fratelli d’Italia. Tuttavia la norma sul contrasto d’interessi, contenuta nella delega, è “solo” una delega, appunto”.

“Una delega al governo perché entro dodici mesi dalla legge delinei le “opportune fasi applicative”, trovi le “eventuali coperture” e gli ambiti, fissi soglie, plafond e meccanismi di detrazioni (dall’imposta) o deduzione (dall’imponibile). La misura  –  al contempo antievasione e pro-crescita  –  sarà di fatto sperimentale e “selettiva”, dunque mirata. Si individueranno i settore più fragili sotto il profilo dell’evasione, quelle “aree maggiormente esposte al mancato rispetto dell’obbligazione tributaria “. Come le spese per la manutenzione della casa e le prestazioni da lavoro autonomo, decisamente sensibili alle sirene dell’evasione e in grado di proporre “sconti” di rado rifiutati”.

Ma come si trova la copertura in tempi di “coperta troppo corta?” Ancora Conte

“I bonus però costano, si sa. E qui la nota dolente, in tempi di coperture sempre più ardue. Molti fiscalisti ritengono poi il contrasto d’interessi inefficace ai fini della lotta all’evasione e addirittura dannoso per lo Stato, il cui gettito fiscale rischia di crollare. Vi è infine tutta la questione dei controlli. Già Tremonti si era accorto, grazie alle segnalazioni di Agenzia delle entrate e Guardia di finanza proprio sul bonus edilizio (allora al 36%), che le imprese facevano fattura, ma poi non la inserivano in contabilità. E a quel punto fu costretto a mettere una trattenuta  –  al 10% poi portata nell’estate del 2011 al 4  –  operata dalle banche sulla fattura. Un anticipo di tassazione che obbligava le imprese a dichiarare tutto. In Italia, va così”.