Scorporo rete Telecom, Agcom: “Se non è volontario forse dovremo imporlo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 settembre 2013 15:30 | Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2013 18:27
Scorporo rete Telecom, Agcom: "Se non è volontario forse dovremo imporlo"

(Foto Lapresse)

ROMA – Scorporo della rete Telecom, l’Agcom avverte: “Se l’azienda non lo propone con iniziativa volontaria forse dovremmo avviare dovuti approfondimenti per accertare la sussistenza delle condizioni per imporlo come rimedio a garanzia della parità di accesso”, ha detto il commissario dell’Authority, Antonio Preto.

All’Agcom ha risposto a stretto giro l‘amministratore delegato di Telecom, Marco Patuano: Telecom Italia vuole passare “volontariamente a un modello di Equivalence of input (parità assoluta d’accesso, ndr), non è necessario imporcelo, vogliamo farlo. Servono norme pro-competitive e pro-investimenti. Abbiamo sempre detto che siamo intenzionati volontariamente a procedere su l’Equivalence of input: lo scorporo è un fattore tecnico mentre l’Equivalence of input è un fattore giuridico e operativo. Sul fatto che la formula più adeguata sia lo scorporo o la societarizzazione dipende anche dalla tipologia del dividendo regolatorio, perché norme pro-investimento permettono di avere un’idea del ritorno sul capitale investito”. L’Equivalence of input, ha aggiunto Patuano, “è un passaggio di portata enorme”.

All’avvertimento dell’Agcom ha risposto il viceministro allo Sviluppo economico, Antonio Catricalà: “Imporre lo scorporo della rete è un percorso estremamente difficile”, il processo naturale “è quello volontario, apprezzato in quanto volontario”. Per Catricalà “l’imposizione di una misura così radicale è una strada troppo impervia per essere perseguibile”.

“Scorporo ed equivalenza degli input, ha spiegato Preto, sono un progetto volontario di Telecom Italia, un progetto unico in Europa e forse unico al mondo in questi termini. La realizzazione della parità di accesso passa attraverso l’equivalenza degli input, che rende ancora più effettiva la concorrenza del mercato, mentre lo scorporo ne aumenta la trasparenza. Aspettiamo che Telecom faccia le sue valutazioni, noi faremo le nostre: siamo ben disponibili a ricevere con grande interesse la documentazione”.

Alla domanda se veda dei rallentamenti nel processo di scorporo della rete e quindi se l’obiettivo di realizzarlo entro fine anno sia ormai irraggiungibile, Preto ha risposto: “Vediamo, sui tempi è prematuro dare delle risposte. Attendiamo le comunicazioni di Telecom”.

A poche ore dall’agenzia Ansa che riportava le parole di Preto, il commissario ha rettificato, precisando che “le ipotesi per garantire la parità di accesso alla rete attraverso nuove regole, pur previste dalla recente raccomandazione della Commissione europea, sono allo stato puramente teoriche e non sono state oggetto di alcuna discussione in seno al Consiglio dell’Autorità”.

Il botta e risposta si è consumato mentre il titolo Telecom in Borsa saliva del 4% a 0,59 tra forti scambi. Secondo alcune indiscrezioni Telefonica avrebbe già pronto un rilancio sulle quote Telco e potrebbe prendere il controllo del gruppo giù questa settimana. Secondo altri il presidente del Consiglio, Enrico Letta, potrebbe prendere contatti con l’americana AT&T, interessata ad approdare in Europa.

Sfuma l’ipotesi della Cassa Depositi e Prestiti. Dopo le parole di Vito Gamberale, amministratore delegato di F2i, che aveva detto che la Cdp sarebbe stata pronta ad investire nella società delle telecomunicazioni, Franco Bassanini, che della Cdp è il presidente, ha chiarito: “Quando Vito Gamberaleha parlato della disponibilità di Cassa depositi e prestiti a investire in Telecom Italia si è pronunciato a titolo personale, da cittadino: questa è una questione su cui noi non ci siamo mai pronunciati. Invito a considerare il silenzio come un silenzio, non può avere altra interpretazione.