La ‘secessione’ dell’industria lombarda guidata da Emma Marcegaglia

Pubblicato il 23 Novembre 2010 11:56 | Ultimo aggiornamento: 23 Novembre 2010 11:56

Emma Marcegaglia

La secessione parte dall’industria e la guida il leader di Confindustria Emma Marcegaglia. Lunedì 22 novembre gli industriali del Nord si vedono a Cernobbio e dalla presidente parte l’affondo: “Sul federalismo chi è pronto parta subito, non si può più aspettare”. E chi è pronto? La Lombardia ovviamente. Così la Marcegaglia mette i puntini sulle i del discorso che, subito prima di lei, aveva fatto Alberto Barcella, presidente degli industriali lombardi, Alberto Barcella. “Basta – aveva tuonato – i limiti degli altri non possono essere un freno tirato per la Lombardia, non tutte le autonomie sono egualmente capaci”.

Chi non è pronto, invece? Non è un problema, almeno per gli operossissimi lumbard.  La Marcegaglia neppure sembra badarci granché:  “In un Paese che ha regioni tra le più sviluppate d’Europa e regioni, invece, tra le meno sviluppate, non possiamo pensare a una soluzione uguale per tutti». Anzi: «Se i più forti vanno avanti è anche a vantaggio del Mezzogiorno, delle regioni più arretrate”.  L’alternativa, spiega battagliera, è il “suicidio”: “Se non facciamo in fretta, se il federalismo lo applichiamo nel 2013 o 2014… Beh, forse non avremo più le imprese, a cui applicarlo”. Bando quindi, ai solidarismi, non si aspetta più nessuno.

Spiega Raffaela Polato sul Corriere della Sera che la sortita della Marcegaglia è “davvero come buttare un sasso. E creare un caso. Nord e Sud. Gli industriali lombardi, non c’è bisogno di dirlo visto che sono loro i primi a schiacciare il tasto del federalismo spinto, sono ovviamente tutti con lei. I veneti, probabilmente i piemontesi, molti altri imprenditori del Nord sanno che non sono citati solo per ragioni, come dire, di «onore all’ospite»: ma fosse a Treviso, per esempio, Marcegaglia riceverebbe esattamente gli stessi applausi perché direbbe esattamente le stesse cose. E non avrebbe problemi a spiegarle — magari con toni un po’ diversi ed entrando un po’ più nei dettagli — nemmeno al Sud. Da dove però, almeno a freddo, a quelle parole segue un silenzio che un filo di imbarazzo lo tradisce”.

5 x 1000

La numero uno della Cgil, Susanna Camusso, sullo strappo lombardo della Marcegaglia frena e invita a stare attenti a spingerci su certi terreni: “La sensazione è che si usi il federalismo come arma di dialettica politica”. Solo una sensazione?