Seconda casa, no Imu e Tasi se in uso ai figli (forse)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Novembre 2015 11:04 | Ultimo aggiornamento: 5 Novembre 2015 11:05
Seconda casa, no Imu e Tasi se in uso ai figli (forse)

(Foto d’archivio)

ROMA – Addio ad Imu e Tasi anche sulle seconde case se vengono usate dai figli. E’ una delle possibili modifiche alla legge di Stabilità presentata dal governo Renzi. La misura prevede quindi di bloccare le tasse anche su quelle abitazioni date in comodato d’uso ai parenti più prossimi (figli e genitori), correggendo così il tiro, scrivono Marco Mobili e Marco Rogari sul Sole 24 Ore, dell’attuale testo della legge, tornando a considerare come prima casa anche quella affidata ai familiari. Tra le possibili modifiche alla legge di Stabilità c’è anche quella che prevede di introdurre agevolazioni per chi dà in affitto una casa a canone concordato.

Ma le novità alla manovra non finiscono qui, come spiegano Mobili e Rogari sul Sole 24 Ore:

“Tra in temi in sospeso le pensioni, sui cui la maggioranza è in pressing sul Governo, e il personale dell’Agenzia delle entrate. Ma trovare la quadra non sarà facile. Anche perché a disposizione per le modifiche da apportare al Senato e alla Camera c’è uno scarno tesoretto di appena 300 milioni previsti dal Fondo per interventi strutturali di politica economica.

(…) Governo e maggioranza stanno lavorando a un diversa utilizzazione dei fondi strutturali europei per rafforzare la decontribuzione per i giovani assunti nel Mezzogiorno. Alcuni suggerimenti per le modifiche arrivano anche dalle commissioni parlamentari con i loro pareri. La “Finanze” ad esempio chiede che il canone Rai sia rateizzato già dal 2016.

Tra le partite in corso per correggere la manovra c’è anche quella sui Comuni. Nall’audizione al Senato sulla “stabilità” il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha respinto le critiche su una restrizione per i sindaci degli spazi di manovra sui bilanci anche per effetto sello stop alla Tasi sulla prima casa. Ma i Comuni insistono. E la conferma arriva dall’incontro di Piero Fassino a palazzo Chigi con il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Claudio de Vincenti, al quale il presidente dell’Anci ha presentato le richieste di modifica della manovra. A partire dalla soppressione del vincolo del 25% sul turn over, dall’aumento della dote per gli enti di area vasta, dal rimborso delle spese sostenute dai comuni per gli uffici giudiziari e da una diversa stima sul gettito dell’addio all’Imu sugli “imbullonati”.”