Segreto bancario: dopo la Svizzera, cade anche in Liechtenstein

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 febbraio 2015 17:37 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2015 17:43
Segreto bancario: dopo la Svizzera, cade anche in Liechtenstein

Adrian Hasler, ministro delle Finanze del Liechtenstein (LaPresse)

MILANO – Cade il segreto bancario anche in Liechtenstein. L’Italia, dopo quello con la Svizzera, ha firmato un accordo anche con il piccolo Principato dell’Europa centrale, 37 mila abitanti di un paradiso fiscale infilato fra l’Austria e la Svizzera.

A darne notizia è stato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, che ha firmato l’accordo di scambio di informazioni ai fini fiscali con il premier e ministro delle Finanze del Liechtenstein, Adrian Hasler. “Analogamente a quanto avvenuto con la Svizzera, l’accordo pone fine al segreto bancario nel Principato”, che entra così nella white list, annuncia il Ministero.

I due ministri, specifica il ministero dell’Economia, hanno firmato anche un Protocollo aggiuntivo in materia di “richieste di gruppo”. L’accordo “consentirà di sviluppare ulteriormente la cooperazione amministrativa tra i due Paesi e quindi rafforzare il contrasto all’evasione fiscale”.

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L’intesa è basata sul modello OCSE di Tax Information Exchange Agreement (TIEA) e consente lo scambio di informazioni su richiesta relativamente a tutte le imposte. Lo Stato a cui sono richieste le informazioni non può rifiutarsi di fornire allo Stato richiedente la collaborazione amministrativa per mancanza di interesse ai propri fini fiscali, né opporre il segreto bancario.

Il Protocollo aggiuntivo, che disciplina le richieste di gruppo, consentirà di presentare richieste in relazione a categorie di comportamenti che fanno presumere l’intenzione dei contribuenti di nascondere al fisco italiano patrimoni/attività detenute irregolarmente nel Liechtenstein.

L’accordo sullo scambio di informazioni e il protocollo aggiuntivo si applicano dopo la ratifica da parte dei Parlamenti dei rispettivi Paesi, a decorrere della firma. Di conseguenza, esattamente come con la Svizzera, lo scambio di informazioni potrà riguardare elementi in essere alla data di oggi.

Con la firma il Principato viene considerato ai fini della voluntary disclosure un Paese “non black list”, consentendo così ai cittadini italiani che detengono in maniera illegale patrimoni/attività nel Liechtenstein di accedere alla procedura di regolarizzazione alle condizioni più favorevoli previste dalla legge (pagamento per intero delle imposte e sanzioni ridotte).

Insieme all’accordo e al protocollo aggiuntivo i ministri hanno firmato anche una dichiarazione congiunta di carattere politico con la quale i due Paesi confermano il reciproco impegno ad applicare lo scambio automatico di informazioni sulla base dello standard globale Ocse dal 2017. L’Italia, subito dopo l’entrata in vigore dell’accordo e del protocollo includerà formalmente il Liechtenstein nelle white list. Con la dichiarazione congiunta, infine, Italia e Liechtenstein si impegnano ad avviare i negoziati per una convenzione contro le doppie imposizioni, una volta entrati in vigore l’accordo e il protocollo.