Sentenza: “Governo rinnovi i contratti”. Rinnovo = aumento?

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 21 Settembre 2015 11:43 | Ultimo aggiornamento: 21 Settembre 2015 11:43
Sentenza: "Governo rinnovi i contratti". Rinnovo = aumento?

foto Stefano De Grandis/LaPresse

ROMA – Il governo deve rinnovare i contratti pubblici, soprattutto quelli dei settori scuola e università: lo aveva stabilito una sentenza della Corte Costituzionale, lo ha ribadito un’altra sentenza, quella della terza sezione del Lavoro del Tribunale di Roma, che ha accolto un ricorso della Cgil-Federazione dei lavoratori della conoscenza.

I giudici romani ordinano alla presidenza del Consiglio dei ministri e all’Aran di far partire “senza ritardo” le trattative per il rinnovo dei contratti collettivi, condannandole al pagamento delle spese processuali (3.500 euro).

Quindi si proceda – per sentenza – al rinnovo dei contratti. Ma rinnovo significa, come sempre è stato, aumento degli stipendi? Oppure, vista l’aria che tira negli ultimi tempi, vista la debolezza dei sindacati e la crescente tracotanza delle controparti (in questo caso il governo, negli altri imprenditori e multinazionali), sarà già tanto per i lavoratori ottenere lo stesso trattamento economico di prima?