Senza Iva, Irap e Ici: Catania, Sora, Iglesias… Le 22 “zone franche” italiane

Pubblicato il 4 Novembre 2009 16:14 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2009 16:14

Il quartiere Librino di Catania, una delle 22 Zfu

Dal primo gennaio 2010, in 22 comuni italiani, nasceranno le Zone Franche Urbane. Si tratta di aree dove, per ravvivare un’economia ristagnante, chi decide di investire verrà premiato con sconti o esenzioni totali da imposte come Iva, Irap e Ici.

Il progetto, in realtà, nel nostro Paese risale al 2007, quando il governo Prodi ha stanziò nella finanziaria 100 milioni di euro. Per partire però è servito il via libera, arrivato solo qualche giorno fa, della Commissione europea.

Per ottenere lo status di Zfu hanno concorso 70 comuni. Il governo, però, ne ha scelti 22 (20 dei quali a sud della capitale). Tra le vincitrici spiccano Catania, zona Librino, dove il sindaco Raffaele Stancanelli ha già annunciato investimenti in negozi e centri sportivi in un quartiere noto per le difficoltà della fascia più giovane della popolazione.

Oltre a Catania, in Sicilia le altre zone franche saranno Gela e Erice. Tre Zfu, poi, verranno attivate in Calabria (Crotone, Rossano e Lamezia Terme), altrettante in Puglia (Andria, Lecce, Taranto),  Sardegna (Iglesias, Cagliari e Quartu Sant’Elena) e Campania (Napoli, Torre Annunziata e Mondragone).

Nel Lazio, invece, le zone franche saranno due (Velletri e Sora). Una a testa per Abruzzo (Pescara), Molise (Campobasso), Basilicata (Matera), Toscana (Massa – Carrara) e Liguria (Ventimiglia).

Gli incentivi fiscali, in ogni caso, riguarderanno le aziende di piccole e medie dimensioni, fino a un massimo di 50 dipendenti. Per il biennio 2008-2009 il governo ha previsto uno stanziamento di 50 milioni con cui, il ministero dello Sviluppo Economico prevede di poter sovvenzionare tra 500 e 1000 imprese. Le agevolazioni potranno durare fino a un massimo di 14 anni anche se il ministero pare intenzionato a puntare su un’esenzione fiscale totale per i primi 5 anni di attività delle nuove imprese.

L’Abruzzo, a parte il caso di Pescara che rientra nelle 22, dovrebbe diventare una sorta di “Regione Franca” grazie ad un finanziamento, ancora da stanziare,  di circa 45 milioni.

Le perplessità sul progetto, però, non mancano: per il professor Vincenzo Falcone, docente di politica economica a Catanzaro, esiste il rischio di “migrazione” ovvero che gli incentivi spingano semplicemente gli imprenditori a spostarsi nelle zone franche senza creare nessun surplus in termini di occupazione.