Settimana lavorativa di 3 giorni con 2 squadre di lavoratori: la ricetta inglese per la ripresa

di Caterina Galloni
Pubblicato il 27 Maggio 2020 7:15 | Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2020 16:56
Settimana lavorativa di 3 giorni con 2 squadre di lavoratori: la ricetta inglese per la ripresa economica

Settimana lavorativa di 3 giorni con 2 squadre di lavoratori: la ricetta inglese per la ripresa (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Nel Regno Unito, come parte della ripresa economica è stata proposta una settimana lavorativa di 3 giorni, 2 squadre di lavoratori al posto di una.  

Le squadre “A” e “B” dovrebbero lavorare rispettivamente dal lunedì al mercoledì e dal giovedì al sabato, secondo quanto ipotizzato dalla Royal Society for the encouragement of Arts, Manufactures and Commerce.

Sarebbe un meccanismo simile a quello della Corea del Sud, che ha ottenuto inoltre degli elogi per la gestione dell’epidemia e l’azzeramento dei contagi.

Ciò contribuirebbe, scrive il Mirror, a consentire il distanziamento sociale sul posto di lavoro e a decongestionare il traffico sulle strade, sulle piste ciclabili e i trasporti pubblici, afferma la RSA, un’organizzazione di beneficienza indipendente.

I dipendenti avrebbero quindi una maggiore scelta di combinare il lavoro con la cura di se stessi, l’apprendimento o il volontariato e portare a un futuro di lavoro più flessibile sia per i datori di lavoro che per i dipendenti, ha affermato RSA.

Matthew Taylor, CEO della RSA, ha dichiarato:”La crisi può essere un’opportunità per un cambiamento positivo”.

“Dobbiamo tornare al lavoro, ma anche se volessimo non si può tornare alla normalità”.

“Proponiamo una strategia di “ritorno al lavoro” di 12 mesi così da consentire alle aziende di pianificare. Deve contenere i semi di un futuro migliore, che crea un futuro migliore di lavoro, edifica infrastrutture nel verde e avvicina cittadini ed esperti”.

“Con il passare del tempo, il “team A” e il “team B”, potrebbero lavorare tre giorni a settimana in modo permanente mentre l’imposta sul reddito negativa potrebbe diventare un reddito di base per i cittadini”.

“Queste idee e altre saranno oggetto di discussione ma è importante avere nuove idee per “ricostruire in modo migliore” e “affrontare le attuali sfide, dall’emergenza climatica all’insicurezza economica della popolazione”.

Nel frattempo, la British Toilet Association, ha affermato che nella società post-coronavirus, i gabinetti pubblici potrebbero diventare un ricordo del passato.

L’amministratore delegato Raymond Martin, ha fornito dei suggerimenti a Consigli e aziende su come mantenere i bagni puliti e sicuri nel corso della pandemia.

In un’intervista con il Sunday Times, Martin ha affermato che le soluzioni spaziano dai sciacquoni a pedale, sedili del water a chiusura automatica, ai rubinetti attivati da sensori e distributori di sapone.

Una delle modifiche sostanziali proposte è l’eliminazione di servizi igienici separati per uomini e donne.

Un bagno unico consentirebbe a uomini e donne di fare la fila davanti a una porta e uscire da un’altra, con cabine individuali nel centro.

Nell’intervista Martin ha riferito che chiederà al governo di investire nella rivoluzione dei bagni della nazione per una questione di “salute pubblica”.

“I servizi igienici hanno un enorme impatto commerciale su un’area, per cui sono una delle prime cose che si pianificano in qualsiasi nuovo centro commerciale”.

“Costerà parecchio denaro, ma se vogliamo tornare all’aperto, socializzare, andare nei parchi e nelle spiagge, il governo deve intervenire”. (Fonte: Mirror)