I cereali più cari per la siccità. Aspettiamoci anche l’aumento della carne

Pubblicato il 31 luglio 2012 14:59 | Ultimo aggiornamento: 31 luglio 2012 15:00
emergenza siccità

(Foto LaPresse)

SINGAPORE – La siccità che quest’estate sta colpendo molti Paesi del mondo, dagli Stati Uniti all’Europa, dalla Russia all’Australia, porterà non solo all’aumento dei prezzi dei cereali, ma anche di quello della carne.

Tutto è legato, come nota il New York Times. La scarsità dei raccolti di grano fa lievitare i prezzi per gli asiatici che importano mangimi dall’Australia.

Per gli Stati Uniti la siccità di quest’anno è la peggiore dal 1956, e ha fatto schizzare il prezzo del grano al prezzo record di 8 dollari allo staio. Nel complesso il prezzo dei mangimi è aumentato del 25% dall’inizio da giugno. E a pesare sulla situazione complessiva è che non ci sono alternative.

Per uno dei maggiori produttori di mangimi della Malaysia (che ha parlato al NYT sotto anonimato) si tratta di “una situazione molto dura per l’industria alimentare, e pensiamo che i prezzi resteranno alti per tutta la stagione. Anche i sostituti del mangime non saranno a buon mercato”.

I raccolti australiani del 2011, da 29,5 milioni di tonnellate, sono stati colpiti dalle piogge. I mangimi di qualità più bassa hanno subito le conseguenze maggiori a causa della siccità, e così adesso la differenza con il prezzo dei mangimi di alta qualità si aggira intorno al 10 dollari a tonnellata. Solo alla fine dell’anno scorso la differenza era di 70 dollari.

Anche le regioni del Mar Nero e del Sud America hanno combattuto con la siccità.

Anche in Italia la siccità sta bruciando oltre 500 milioni di euro di produzione agricola e portando perdite alle coltivazioni mondiali che hanno fatto volare i listini dei cereali e saltare diverse consegne con conseguenze drammatiche per la disponibilità di cibo nei paesi più poveri. Solo negli Stati Uniti, la siccità ha bruciato 12 miliardi di euro nel settore agricolo e la raccolta di cereali è crollata anche in Russia e Ucraina a causa delle alluvioni.

L’analisi della Coldiretti sui dati della Borsa merci di Chicago punta il dito su un aumento del 50% in un mese della quotazione del mais e del grano e del 30% per la soia dovuti al clima impazzito. Secondo la Fao nel 2012 ci saranno 23 milioni di tonnellate di cereali e 25 milioni di tonnellate di mais in meno, osserva Confagricoltura, che definisce la siccità ”la grande emergenza mondiale” e afferma che potrebbe portare a nuove crisi alimentari in Africa e a nuove proteste e rivolte per l’aumento del prezzo del pane in Medio Oriente.