Sigarette, altri 5 centesimi di aumento: non sono 10 ma 15

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Novembre 2018 11:33 | Ultimo aggiornamento: 5 Novembre 2018 11:34
Sigarette, altri 5 centesimi di aumento: non sono 10 ma 15

Sigarette, altri 5 centesimi di aumento: non sono 10 ma 15

ROMA – Doppia stangata per i fumatori: all’aumento delle accise di dieci centesimi sui tabacchi, si deve sommare per il prossimo anno anche l’adeguamento automatico all’inflazione degli oneri fiscali, che vale altri cinque centesimi. Nel 2019 – dal momento che ogni aumento ai danni dei produttori si è sempre scaricato sul prezzo finale e quindi sui consumatori – un pacchetto di sigarette inserito nella fascia di prezzo medio-alta, costerà 15 centesimi in più. 

Il Governo, allo scopo di racimolare a partire dal prossimo anno i 132,6 milioni in più messi a bilancio nella manovra, ha deciso l’aumento delle accise su sigarette, tabacchi tranciati e sigari. L’adeguamento automatico all’inflazione è fissato invece entro il 1° marzo 2019. Va riconosciuto, spiega il Sole 24 Ore, che questo aumento aggiuntivo non è responsabilità del Governo: “Rendere strutturale l’onere fiscale minimo mette un freno alla possibile perdita di gettito e di gestione del mercato riallineandolo a tutte le altre accise sulle sigarette che si aggiornano già oggi automaticamente al cambiare del prezzo medio ogni anno”.

A parte i fumatori, ancora una volta penalizzati e trattati come bancomat per il reperimento di risorse, all’aumento, come dimostrano le statistiche, segue quello del mercato nero e una diminuzione complessiva del volume delle vendite e quindi un minor gettito per l’Erario.