Riscaldamento troppo tassato, il Sunia avvia una class action contro l’Agenzia delle Entrate

Pubblicato il 19 luglio 2010 13:15 | Ultimo aggiornamento: 19 luglio 2010 13:16

Il Sunia, sindacato nazionale unitario degli inquilini,  avvia una Class action contro l’Agenzia delle Entrate per abbattere l’Iva del 20% che penalizza le famiglie servite da impianti centralizzati per la produzione di acqua calda.

”Le famiglie italiane hanno il riscaldamento più tassato d’Europa”, rileva il Sunia. Dal 2008 i condomini e gli edifici abitativi serviti da caldaie centralizzate per la produzione di acqua calda pagano l’Iva al 20% sul gas naturale mentre chi utilizza lo stesso gas in impianti autonomi paga l’Iva ridotta al 10%. Il motivo sta nel fatto che ”il limite di consumo considerato per essere ammessi ad una aliquota piuttosto che all’altra viene valutato non in rapporto al consumo medio familiare dell’utente finale, ma all’impianto. Questo anomalo trattamento dei consumi – sottolinea il Sunia – implica che il prezzo finale del gas naturale pagato dal consumatore italiano confrontato con gli analoghi prezzi nei principali paesi europei, risulti nettamente superiore in quanto la componente fiscale italiana e’ tra le piu’ alte: l’incidenza e’ tale da aumentare di un terzo il prezzo industriale del gas per cucina e produzione di acqua calda sanitaria e da raddoppiare quello per riscaldamento individuale e plurifamiliare”.

Nel nostro Paese – riferisce ancora il Sunia – su un universo di 935mila condomini circa 420mila risultano dotati di un impianto di riscaldamento centralizzato; di questi 100mila utilizzano il gas naturale per la produzione di acqua calda per usi domestici. Piu’ di 1 milione di famiglie pagano da 80 a 140 euro all’anno in piu’ di Iva. Il Sunia e l’Apu, la sua associazione dei proprietari utenti, ”hanno raccolto e organizzato – riporta una nota – le istanze e le sollecitazioni di molti inquilini, condomini e cooperatori, colpiti da una interpretazione iniqua e scorretta della norma che, per uno stesso prodotto usato allo stesso scopo, prevede una disparita’ di trattamento ingiustificata tra famiglie di utenti. Spetta all’Agenzia delle Entrate correggere questa grave gestione della normativa”.

Il Sunia, avvalendosi del nuovo strumento costituito dalla azione collettiva verso la pubblica amministrazione, ”ha diffidato l’Agenzia delle Entrate perche’, a tutela delle famiglie di utenti e consumatori finali del gas naturale, il limite di consumo sia riferito al singolo utente e non all’impianto. Ora l’Agenzia delle Entrate ha 90 giorni per correggere il proprio orientamento”. A sostegno dell’iniziativa saranno raccolte le adesioni all’azione collettiva degli inquilini e proprietari diretti interessati dalla corretta applicazione della norma e oggi penalizzati da una tassazione piu’ che raddoppiata. ”Sul sito del Sunia – conclude la nota – e’ presente una cartolina postale utilizzabile per l’invio informatico delle adesioni individuali all’azione contro l’Agenzia delle Entrate”.