Economia

Casinò-Italia: la febbre da slot machine vale 30 miliardi di euro

L’Italia come Las Vegas: la febbre del gioco ha invaso il Paese, con seicento casinò sparsi da nord a sud. Una mania che  ha visto le slot machine, 400mila in tutta Italia, impadronirsi di metà del mercato dei giochi.

Nell’anno in corso, scrive il Sole 24-Ore, gli apparecchi di intrattenimento, come vengono chiamate in gergo le macchinette, raccoglieranno oltre 30 miliardi di euro. D’altronde basti considerare che il solo casinò di Sanremo lo scorso anno ha incassato poco più di 50 milioni di euro soltanto con le slot machine.

E di casinò in Italia ce ne sono, appunto 600, dove ogni giorno i nostri connazionali lasciano 85 milioni di euro, nella speranza di raggiungere quel premio che, quando entreranno in funzione le nuovissime Video lotteries, potrà arrivare a toccare la cifra di 500mila euro. Un montepremi ricchissimo che i giocatori si potranno accaparrare anche solo con puntate tra i 50 centesimi e i 10 euro.

Da nord a sud, non c’è regione in cui manchino posti dove giocare, ma la palma d’oro va all’Abruzzo, che registra ogni anno un miliardo di puntate, con una media pro capite di 943 euro. Le Marche superano la vicina regione per incassi giornalieri di ogni macchinetta: 311 euro, il doppio della Sardegna. Il numero uno nel numero di apparecchi è invece una regione del nord, la Lombardia, con 55.759 macchinette, che nel 2010 verranno riempite da quasi 6miliardi di euro.

Ma se la febbre da slot è alta, lo è altrettanto la possibilità di vincere qualcosa. Il sistema è programmato per restituire ai giocatori i due terzi di quanto hanno puntato, anche se poi chi ci ha giocato non è così ottimista.

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