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Smart working statali: da casa ma con stipendi legati al merito? No dei sindacati: così torniamo al cottimo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Febbraio 2021 13:11 | Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2021 13:11
Smart working statali

Smart working statali: no a stipendio legato al merito (Ansa)

Smart working statali. Finirà la pandemia prima o poi e si tornerà negli uffici, ma il lavoro da casa per i dipendenti pubblici resterà più di un’opzione obbligata e dettata dal momento.

Sono pronti gli statali a questa rivoluzione nelle modalità di impiego? La risposta è no se gli toccano lo stipendio, di cui una parte potrebbe essere subordinata ai risultati raggiunti.

Smart working statali: da casa ma con stipendi legati al merito

I sindacati giudicano sfavorevolmente la proposta di lasciare libertà al dipendente di scegliere il telelavoro da casa a patto che metà stipendio sia legato ai risultati.

Cioè alle performance, agli obiettivi raggiunti, alla produttività del dipendente. In una parola al merito. E’ la proposta avanzata dalla Federazione lavoratori pubblici (Flp) e dal suo segretario Marco Carlomagno. 

I sindacati: no alla “formalizzazione del cottimo”

Proposta irricevibile per i sindacati. Per Cgil, Cisl e Uil la libertà di smart working potrebbe anche andare, ma solo senza condizioni. Men che meno riferibili alla retribuzione. Per i sindacati uniti, accettare significherebbe avallare la “formalizzazione del cottimo”. 

Matteo Ariano e Antonella Trevisani (Cgil), Paolo Scilinguo (Cisl), Sergio Cervo (Uil) e Francesco Viola (Confsal) spiegano al Corriere della Sera che la proposta in questione è allo studio anche all’Inps.

Si studia cioè “nuovo sistema di misurazione e valutazione della performance che prevede di legare una quota del salario incentivante alla performance individuale misurata su parametri di struttura e su indici valutativi”. Irricevibile per i sindacati.

Il segretario Flp Carlomagno denuncia una lettura strumentale e interessata della questione, chiaro che il nodo scoperto è qualsiasi forma di controllo e valutazione delle performance dei dipendenti.

Sindacati contro qualsiasi forma di valutazione della produttività

“Le risorse complessive destinate alla produttività collettiva e individuale possono arrivare fino al 50% di quelle disponibili della contrattazione integrativa. Lo stipendio è parte fondamentale della retribuzione e quindi non è correlato direttamente agli incrementi della performance”.

Non è il “cottimo” presunto, dice Carlomagno, il bersaglio dei sindacati. Ma una parte dello stipendio legata ai risultati. Modalità retributiva che in parte è già stata introdotta, ma che in qualche modo è anche stata svuotata di senso.

“Sì – spiega il segretario della Flp — ma è una parte molto bassa, non coinvolge tutti. E praticamente tutti prendono il massimo. Fatto così non serve a nulla”. Appunto.