Snia in stato di insolvenza. Crolla un gigante dell’industria italiana

Pubblicato il 16 aprile 2010 14:17 | Ultimo aggiornamento: 16 aprile 2010 14:17

Un gigante storico dell’industria italiana sembra oramai sulla via del tramonto. Si tratta della Snia, per la quale il tribunale fallimentare di Milano ha respinto la richiesta di ristrutturazione del debito dichiarandone lo stato di insolvenza, presupposto tecnico del fallimento.

Il collegio presieduto da Filippo Lamanna ha infatti respinto e ritenuto “non fattibili” gli accordi sul debito, a causa dell’eccessivo indebitamento. Anche il titolo è stato sospeso in Borsa.

L’ a.d. Antonio Onorato aveva gia’ messo in cantiere un piano di rilancio che prevedeva tra l’altro “l’immissione di ulteriori capitali”, come spiega l’ultima trimestrale. La decisione di prevedere un piano per la ristrutturazione del gruppo era stata presa il 28 dicembre 2009 poichè le adesioni dei debitori erano arrivate al 97, 82 per cento del totale dei debiti considerati nel piano.

Oltre a dichiarare lo stato di insolvenza per Snia il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso presentato dalla ex controllata  Caffaro Chimica in liquidazione in amministrazione straordinaria per la dichiarazione dello stato di insolvenza di Snia”.  La società aveva, infatti, aveva chiesto al Tribunale di dichiarare lo stato di insolvenza del capogruppo Snia e di estendere a quest’ultima la procedura di amministrazione straordinaria. Sotto un’ottica industriale il verdetto giunge a conclusione di un periodo complesso per Snia, divenuta in soli 10 anni uno dei fanalini di coda dell’industria italiana.

La storia di Snia Viscosa. La storia di Snia Viscosa affonda le sue radici nel 1917, quando Riccardo Gualino, personalità molto nota negli ambienti finanziari piemontesi, fonda a Torino, insieme a Giovanni Agnelli, la Società di Navigazione Italo Americana (SNIA), che ha come scopo principale il trasporto di combustibile dagli Stati Uniti all’Italia. Quella di Snia in quegli anni, è la storia di un continuo sviluppo: nel 1919, infatti, muta il nome originario in quello di Società di Navigazione Industria e Commercio, a seguito del suo nuovo interesse per la produzione e il commercio di fibre tessili sintetiche che si va ad accostare al “tradizionale” ramo marittimo in cui l’azienda continua ad operare, passando poi – nel suo terzo cambiamento consecutivo – all’attenzione per le fibre chimiche.

Il gruppo cambierà allora anche il suo nome in  Società Nazionale Industria Applicazioni Viscosa, comunemente conosciuta come SNIA Viscosa. Nel secondo dopoguerra la SNIA si sviluppa ulteriormente assorbendo alcune aziende primarie, fra cui la BPD (Bombrini Parodi Delfino), nel 1968, con sede a Roma e stabilimenti principali a Colleferro.

Con il nome di Snia BPD nel 1980 viene dunque acquistata da FIAT, per poi divenire nel 1999 SNIA S.p.A. , attiva nelle fibre tessili, nella chimica specialistica, nei materiali compositi e nel biomedicale; anche quest’ultima attività venne però scissa nel 2003 e quotata in borsa sotto il nome di SORIN.