Sondaggio flat tax: 39% degli italiani la vorrebbe, ma il 46% non sa cosa gli accadrebbe

di Riccardo Galli
Pubblicato il 1 Agosto 2019 10:25 | Ultimo aggiornamento: 1 Agosto 2019 10:33
Matteo Salvini

Matteo Salvini (foto Ansa)

ROMA – Cavallo di battaglia della Lega la Flat Tax, la tassa piatta, occupa ormai da mesi il dibattito politico e quello economico. La metà verde del governo la vuole, quella gialla pone dei distinguo e gli italiani, come dei bimbetti tra due genitori separati, non sanno da che parte stare. Il 39% la vorrebbe, il 26 preferirebbe lasciar perdere e il 35 è invece indeciso e ‘non sa’.

Dati che riflettono l’incertezza che c’è attorno alla novità fiscale proposta in mille forme diverse e per cui gli italiani, sostanzialmente, non sono riusciti a capire se la tassa piatta li favorirebbe o no: il 34% pensa che ne sarebbe avvantaggiato, il 20 svantaggiato e ben il 46 non ha idea di cosa gli succederebbe. Sono i numeri messi in fila da Izi, istituto di ricerca romano, che è tornato in questi giorni a chiedere agli italiani cosa pensano della riforma fiscale cara alla Lega. Una fotografia per forza di cose sfocata, visto che una proposta unica e univoca di tassa piatta in verità non esiste. Si è parlato di 3, 4 aliquote.

Si è parlato di deduzioni e detrazioni e di paletti, mai però stabiliti. Si sono proposti limiti e ambiti di applicazione ma, quello che manca, prima ancora che la riforma è la chiarezza. Dato questo che fa degli italiani dei cittadini confusi dove a prevalere è spesso il dato del ‘non so’, dato che in questo caso supera quella quota ‘fisiologica’ che ogni sondaggio porta con sé. Si ragiona, lo sappiamo, più col portafoglio che con la testa. E non aver capito se la flat tax porterebbe vantaggi o meno sul piano personale rende complesso per i contribuenti schierarsi pro o contro. Quasi la metà degli italiani (il 46%) non ha idea se una simile riforma gli converrebbe.

Un numero enorme che spiega come più di un italiano su tre sia indeciso, né favorevole né contrario alla tassa piatta. La quota maggiore di favorevoli la si trova tra i pensionati, dove i sì superano il 44%, ma dove rimane una quota di indecisi che comunque arriva al 26%. I più contrari sono invece i disoccupati (no al 30%), dato che si spiega facilmente visto che chi non lavora non paga tassa e chi non paga tassa non ha vantaggi da eventuali riduzioni del carico fiscale. Andando poi nel dettaglio e nel profilo di chi si esprime sulla tassa piatta, le famiglie numerose sono quelle dove si registra la maggior quota di favorevoli, con le famiglie composte da 4 e più persone che al 35% dicono sì. Spicca poi la quota di indecisi tra i single che tocca la quota del 47%, praticamente 1 su 2. Andrebbe infine analizzato un ultimo dato, quello che dal portafoglio personale passa a quello comune. Sappiamo che più che con la testa, spesso, si ragiona col portafoglio.

Accanto però a quello personale, al vantaggio più o meno immediato del singolo, c’è quello comune, cioè il vantaggio e il beneficio per la comunità. Concetto che calato sulla flat tax fa impallidire un vantaggio fiscale di un lavoratore se questo arriva ad un riforma insostenibile Stato. E qui i due terzi degli italiani pensano che il rilevante costo della flat tax andrebbe impiegato altrimenti, magari per garantire sgravi ai lavoratori dipendenti. Contrari e indecisi quindi, è lecito supporre, sono concordi su un punto e si ritrovano nel ritenere sia meglio destinare altrove le risorse che servirebbero per la flat tax.

Flat Tax

Flat Tax, il sondaggio