Sorgenia “ha il fiato corto”: Rodolfo De Benedetti sognava..

a cura di Sergio Carli
Pubblicato il 18 Novembre 2015 12:02 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2015 12:02
Sorgenia "ha il fiato corto": Rodolfo De Benedetti sognava..

Carlo (a sin) e Rodolfo De Benedetti (foto LaPresse)

ROMA – Sorgenia, la azienda dell’energia già della Cir e frutto dei sogni di gloria quanto meno imprenditoriale di Rodolfo De Benedetti

“ha già il fiato corto”
rivela il Messaggero di Roma:
“Anticipa alle banche che il piano ex art. 182 bis della legge fallimentare, concordato a luglio 2014, va rivisto: ricavi, margini, contributi pubblici e rimborso dei debiti non sono in linea con le previsioni”.
L’amministratore delegato Gianfilippo Mancini ha incontrato i rappresentanti dei principali creditori, Mps, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi, Bpm, Banco Popolare
“per abbozzare le nuove linee del progetto che dovrebbe essere approvato dal consiglio presieduto da Chicco Testa di giovedì 26 novembre 2015.
La situazione in cui opera Sorgenia è difficile, spiega il Messaggero:
“La competizione sul mercato sempre più aggressiva riduce i margini operativi. Questa la cornice che fa da sfondo alla necessità di rivedere l’accordo del 24 luglio dello scorso anno in forza del quale le banche hanno ceduto a Sorgenia holding, in aumento di capitale, 400 milioni di crediti; convertito altri 200 milioni in un prestito obbligazionario convertendo a 10 anni (interessi 4% pik); rimodulato 230 milioni al 31 dicembre 2023 (più 2 di estensione), 172 milioni in capo a Sorgenia Puglia, al 31 dicembre 2021 e 753 milioni di Sorgenia Power al 31 dicembre 2025 (più due di estensione).
In più sono stati confermati gli utilizzi a fine 2013 pari a 344 milioni e concessi altri 256 milioni di nuova finanza. Il capitale della holding è detenuto al 16,67% a testa da Mps, Intesa Sp, Unicredit, Bpm, Ubi e al 16,65% dal Banco. […]
“La contrazione di attività si rifletterà sull’andamento gestionale: il mol sarà di circa 44 milioni, al di sotto dei 98 stimati, Anche i ricavi in calo rispetto ai 1.292 milioni stimati quest’anno. Nel piano asseverato da Enrico Laghi, uno dei maggiori professionisti italiani, invece, sono previsti ebitda e marginalità in crescita nel 2015-2016 grazie a misure di efficientamento di costi pari a 47 milioni e, a partire dal 2017, grazie appunto al contributo pubblico, confidando in una ripresa del mercato dell’energia. Dopo la conversione del debito in capitale, si prevedeva una diminuzione delle passività: queste almeno, erano le previsioni. In realtà il recupero dei crediti previsto per il 2019, dovrebbe essere rinviato al 2021. Per certificare questi aggiustamenti, si dovrà ripresentare al tribunale un altro piano ex art 182 bis”.