Soros e Xiqing all’Ue: “Necessari eurobond e ministro del Tesoro europeo”

Pubblicato il 26 Settembre 2011 9:20 | Ultimo aggiornamento: 26 Settembre 2011 9:20

ROMA – Il finanziere americano George Soros e Gao Xiqing, guida del fondo sovrano China Investment Corporation, presenti alla riunione del fondo Monetario Internazionale, Fmi, hanno espresso l’importanza di sostenere l’euro, e soprattutto la Grecia, per evitare una crisi europea che potrebbe avere conseguenze a livello mondiale ben peggiori del collasso di Lehman Brothers. I due finanzieri, americano e cinese, si sono espressi dunque a favore della creazione di un unico ente economico europeo e degli eurobond, ritenute le misure necessarie per arginare una crisi imminente.

Il magnate americano creò il Soros fund managment ed è noto per aver messo in ginocchio nel 1992 la Banca d’Inghilterra con la speculazione sulla sterlina, mentre Xiqing gestisce il fondo sovrano cinese che conta ben 332 miliardi di dollari, fondo che gestisce le riserve in valuta straniera e su cui molti contano per un eventuale sostegno all’euro da parte della Cina.

Xiqing ha spiegato che “per modificare l’attuale situazione di gravità l’Europa deve ripensare al suo intero modo di spendere e vivere, cambiando alcuni degli elementi del suo sistema finanziario che incoraggiano le persone a prendere prestiti superiori ai propri mezzi”. Dello stesso parere Soros che ha sottolineato come “il rischio che la crisi del debito europeo investa le economie dei paesi emergenti, che oggi producono la metà della crescita globale, frenando lo sviluppo del Pianeta”.

Cina e Stati Uniti con l’appoggio dell’intero Fmi parlano allora dell’importanza di una maggiore integrazione economica della zona euro per salvare la sua moneta, con l’istituzione di un “ministro del Tesoro europeo”, degli eurobond e con la trasformazione del “fondo di soccorso per gli Stati” in una “istituzione finanziaria” che soccorrerà le banche in difficoltà.

Soros ha poi spiegato come “l’Europa potrebbe trovarsi impreparata davanti al default di 2 o 3 stati che dovranno rapidamente abbandonare l’euro e ciò potrebbe travolgere i mercati”, scenario catastrofico che parte proprio dall’attuale situazione della Grecia, che se non sanata con secondo i due finanzieri porterà al tragico tracollo dei mercati mondiali.