S&P: “Banche hanno tagliato finanziamenti a imprese italiane per 44mld €”

Pubblicato il 5 Giugno 2013 8:40 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2013 8:40
S&P: "Banche hanno tagliato finanziamenti a imprese italiane per 44mld €"

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MILANO – Le banche hanno tagliato alle imprese italiane 44 miliardi di euro di finanziamenti nel 2012. Il report di Standard & Poor’s rivela che si prevede un sempre maggior ricorso alle emissioni obbligazionarie da parte del nostro tessuto produttivo per far fronte alla ‘stretta’ creditizia. 

Attualmente, rileva l’agenzia di rating, le imprese italiane attingono il 92% del loro fabbisogno finanziario di breve e lungo termine dalle banche ma ”questa provvista sta diventando meno disponibile in quanto le banche italiane hanno avviato un percorso di riduzione della leva finanziaria”.

Questo fenomeno ”insieme all’allentamento della legislazione d’impresa e fiscale per le medie imprese che e’ stata introdotta in Italia – si legge nel report – probabilmente incoraggera’ l’emissione di piu’ obbligazioni”. Gia’ lo scorso anno le imprese italiane hanno emesso un ammontare netto di 20 miliardi di euro di bond colmando, peraltro solo in parte, il taglio dei finanziamenti da parte del sistema bancario.

Secondo S&P, in uno scenario di ”crescita zero” in cui le imprese emettano bond solo per rifinanziare il debito esistente, la percentuale di obbligazioni sul totale dei finanziamenti potrebbe salire all’11%-14% nei prossimi cinque anni. In presenza di una ripresa della crescita economica il funding attraverso bond potrebbe arrivare fino al 14%-17%, sostenuto dalla crescita degli investimenti fissi.

L’agenzia americana ritiene che ”un piu’ ampio ricorso al mercato dei bond possa aiutare a migliorare la struttura di capitale delle imprese italiane e ridurre i rischi di rifinanziamento perche’ potrebbe allungare le scadenze del debito e diversificare la base degli investitori”.

Tuttavia la sostituzione del debito bancario con quello obbligazionario sara’ un processo ”lungo e arduo” a causa dello ”scarso interesse” da parte degli investitori istituzionali italiani per le emissioni delle medie imprese (in media l’80% delle obbligazioni sono state sottoscritte da investitori esteri) e ”dell’assenza di un mercato sviluppato del private placement”.