Speculazione, dopo l’Italia pronto l’attacco alla Francia?

Pubblicato il 11 Novembre 2011 12:36 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2011 12:36

Nicolas Sarkozy

PARIGI – “Crediamo che la miglior cosa che possa succedere sia che il Paese annunci, il più presto possibile, le misure necessarie per mantenere il deficit in linea con gli obiettivi ufficiali del 2012 e 2013”.  Sono le parole del commissario europeo Olli Rehn, uno che all’Italia ha da sempre riservato commenti preoccupati.

La novità, stavolta, è che il finlandese stavolta non parla dell’Italia, ma della Francia. Perché il Paese di Sarkozy, nelle pieghe della crisi, potrebbe essere il prossimo nella lista degli Stati da attaccare per gli speculatori.

Qualche avvisaglia non proprio da sottovalutare c’è: giovedì lo spread tra i titoli decennali francesi e quelli tedeschi è arrivato a quota 170, record di sempre. Se è vero che l’Italia tira un sospiro di sollievo a nel vedere lo spread scendere a 480, forse preoccuparsi può sembrare eccessivo. Eppure il dato è sempre quello della seconda economia europea, ed è un dato record. Che, in parte, è anche colpa dell’Italia: la fragilità delle banche francesi dipende dalle alte quote di nostro debito pubblico. Senza considerare, ovviamente, i titoli greci.

A sganciare un altro siluro contro Nicolas Sarkozy & co ci si è messo anche l’ex premier britannico Gordon Brown: “La Francia rischia di essere scaricata dai mercati nelle prossime settimane”. Ma le parole di Brown sono nulla rispetto al pasticcio (?) di Standard & Poor’s. La società di rating, giovedì, ha mandato un messaggio ad alcuni suoi abbonati annunciando il downgrade della Francia, ovvero l’addio alla tripla A. Qualche ora dopo sono arrivate le scuse: “Ci siamo sbagliati, errore tecnico”. Il danno, però, in qualche misura era stato fatto. E poi rimane il dubbio: Standard & Poor’s ha in mente di tagliare davvero? E quando?