Spending Review: tagli anche a Camere, Quirinale e Consulta

Pubblicato il 23 Giugno 2012 18:56 | Ultimo aggiornamento: 23 Giugno 2012 19:18

ROMA, 23 GIU – La spending review si applicherà anche agli organi costituzionali, cioè le due Camere, il Quirinale e la Corte costituzionale; o meglio essi applicheranno autonomamente questo metodo di controllo della spesa. Lo prevede un emendamento al decreto di nomina di Enrico Bondi, in discussione alla Camera, su cui il governo e la maggioranza si sono accordati. E potrebbe arrivare anche una sforbiciata alle pensioni d’oro.

Il decreto, oltre a nominare Bondi, gli attribuisce i necessari poteri di intervento per risparmiare sull’acquisto di beni e servizi da parte delle amministrazioni pubbliche. Inoltre ci sono una serie di norme per rafforzare l’intervento di COnsip come centrale unica degli acquisti.

Il decreto è in discussione alle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera, e tra i 120 emendamenti ammessi, ce n’è uno del Capogruppo dell’Idv Massimo Donadi il quale stabilisce che la Presidenza della Repubblica, il Senato, la Camera e la Corte costituzionale, ”in conformità con quanto previsto dai rispettivi ordinamenti, assumono immediate iniziative idonee a conseguire gli obiettivi di cui al presente decreto”, cioè il risparmio di spesa. La formula è così scritta perché in base alla nostra Costituzione, questi Organi definiscono autonomamente i propri bilanci.

Tuttavia, dopo un consulto con gli esperti giuricidi, i relatori Roberto Occhhiuto (Udc) e Anna Maria Bernini (Pdl), hanno proposto una riformulazione che ha avuto il si’ anche dal governo, con il sottosegretario Gianfraco Polillo. In essa si stabilisce che questi organismi ”valutano le iniziative volte a conseguire gli obiettivi di cui al presente decreto”.

Altra novità è un emendamento di Guido Crosetto che pone un tetto alle ”pensioni d’oro” dei ”grand comis”. L’emendamento, prima dichiarato inammissibile e poi recuperato, prevede che le pensioni ”erogate in base al sistema retributivo, non possono superare i 6.000 euro netti mensili. Sono fatti salvi le pensioni e i vitalizi corrisposti esclusivamente in base al sistema contributivo”. Se poi questa pensione e’ cumulata con altri trattamenti pensionistici erogati da gestioni previdenziali pubbliche in base al sistema retributivo, ”l’ammontare onnicomprensivo non può superare i 10.000 euro netti mensili”.

Per ora i relatori non hanno dato parere su questo emendamento, mentre Polillo ne ha dato uno negativo: ”voglio vedere come fanno a votare ‘no”’ ha commentato Crosetto. Il momento della verita’ sara’ lunedi’ pomeriggio, quando le commissioni voteranno gli emendamenti.