Spread sale. Mercati temono tagliola agenzie rating. E la legge di bilancio

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 agosto 2018 11:16 | Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2018 11:16
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Spread sale. Mercati temono tagliola agenzie rating. E la legge di bilancio

ROMA -Il Sole 24Ore fa il punto sulla crisi sempre più grave dello spread. Speculazione sta colpendo l’Italia?  Il presidente della Commissione Bilancio della Camera  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,-Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play], Claudio Borghi, sostiene di sì. Per Borghi, scrive il Sole 24 Ore, ad essere colpito sarebbero anche gli altri Paesi della periferia dell’area euro come la Spagna.

Il quotidiano economico non condivide però questa analisi. “I numeri dicono il contrario. Lo dice in primo luogo lo spread Roma-Madrid. Il differenziale tra i Bonos e i BTp prima dell’insediamento dell’esecutivo sovranista era intorno ai 50 punti; questa settimana ha toccato quota 172 punti. Non si vedevano livelli simili dal 2011 quando la speculazione contro l’Italia portò alla caduta del governo Berlusconi”.

Andrea Franceschi, sempre sul Sole 24 Ore, spiega che l’aumento è dovuto a due fattori: l’instabilità dei mercati per via del crollo della lira turca e l’incertezza degli investitori sui conti pubblici alla vigilia della pubblicazione della legge di bilancio.

Scrive Franceschi: “Un appuntamento che sarà preceduto da una serie di pronunciamenti da parte delle agenzie di rating da cui non c’è da attendersi nulla di buono. Si inizia il 31 agosto con Fitch. L’agenzia che attualmente assegna una tripla B all’Italia con outlook stabile in una nota pubblicata lo scorso 21 maggio ha scritto che la piena applicazione delle ricette di politica economica del programma di governo rischia di far salire il deficit. Più pessimista Moody’s che lo scorso 25 maggio ha messo sotto osservazione il rating dell’Italia in vista di un possibile declassamento che il mercato sconta arrivi già il 7 settembre quando l’agenzia ha in programma l’aggiornamento sul merito di credito”.

“Attualmente il rating è a livello Baa2 ma potrebbe finire a Baa3. A un passo dal perdere la classificazione ‘investment grade’ che le agenzie assegnano agli emittenti più affidabili. Sotto Baa3 o la tripla B nella classificazione delle altre agenzie siamo nel territorio dei titoli speculativi: ‘spazzatura’ per usare un termine meno british. Evitare di finirci è vitale per scongiurare una tempesta finanziaria ben più pericolosa di quella di queste settimane”.

Se le quattro maggiori agenzie (Fitch, Moody’s e Dbrs) classificano come ‘non investment grade’ il nostro debito pubblico la Bce non può più acquistarlo nell’ambito del Qe. Non solo. Molti fondi che per statuto investono solo in bond di alta qualità sono costretti a vendere i BTp che hanno in portafoglio. Secondo BofA Merrill Lynch un evento del genere potrebbe, nel migliore dei casi, generare un’ondata di vendite nette da parte dei fondi di circa 80 miliardi di euro.

“Un rischio concreto ma non immediato dato che S&P e Dbrs assegnano rispettivamente un rating BBB e BBBh al Paese. L’anno scorso Standard & Poor’s ha addirittura promosso il merito di credito del Paese (l’unica promozione in 30 anni)”.