490 punti, lo spread straripa: bomba dei mercati su Berlusconi

di Warsamé Dini Casali
Pubblicato il 7 Novembre 2011 10:20 | Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2011 15:55

ROMA – Nuovo record dello spread tra titoli di stato italiani e bund tedeschi. Alle 10 del mattino ha toccato quota 490 punti: l’interesse chiesto per prestare soldi all’Italia è arrivato al 6,66%. Insostenibile per un Paese con 1900 miliardi di debito anche al 3/4%. A questo punto salta il banco: in Grecia è saltato al 7%. Il nuovo governatore Visco aveva parlato dell’8% come rendimento ancora sostenibile, precisando un minuto dopo che era un’ipotesi di scuola, una simulazione. La corsa dello spread, puntuale come la morte a inizio settimana, è il segnale inequivocabile che i mercati non si fidano, che l’inerzia della politica è la questione principale. Altro che tatticismi, vertici segreti, campagne acquisti, transumanza di deputati: il governo non ha fatto quello che il mercato si aspettava, l’aumento dell’età pensionabile e la riforma del lavoro. Segni tangibili, concreti: non sono arrivati e alla fine la dura legge dello spread si incaricherà di impallinare Berlusconi.

Per fermare la caduta rovinosa la rete europea e mondiale mostra troffe falle. E’ l’Italia che deve risollevarsi da sola: l’uscita di scena del Presidente del Consiglio potrebbe essere l’osso da dare in pasto ai cani che che addentano le caviglie del paese e che si liberano del titolo Italia come fosse spazzatura. Forse è arrivato il momento che Berlusconi anticipi i tempi della crisi. Non è un segreto che lo stato maggiore gli abbia chiesto un passo indietro. Potrebbe, era una delle ipotesi sul tappeto, chiedere al Parlmento di approvare le misure anticrisi con la promessa che una volta varato il pacchetto il premier salirà al Colle per dimettersi. E’ la soluzione Zapatero, che i mercati salutarono come una reale inversione di tendenza, spostando il tiro della speculazione altrove. Ora, la Spagna, che pure ha fondamentali meno luccicanti dell’Italia, ha ricondotto lo spread a termini più “umani”.

Siamo finiti in quarantena, siamo contagiosi e siamo evitati come la peste. Il soccorso europeo è scontato perché se crolliamo noi viene giù tutto. Nessuno crede veramente che abbasseremo il livello del nostro debito pubblico al ritmo di 30 miliardi l’anno fino al 2014. Specie se continua a salire l’interesse sul debito. Si contano i minuti prima che Berlusconi si risolva a salire le scale del Quirinale. Ai mercati il teatrino della politica italiana è uno spettacolo che non interessa.