Spread, acqua alla gola. Italia a 540, poi cala. Bund: ci perdi ma vanno a ruba

Pubblicato il 25 luglio 2012 9:24 | Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2012 12:54

borsaROMA – Calvario spread, atto quarto: Italia e Spagna erano con l’acqua alla gola, ma almeno l’Italia riesce a “rifiatare” in poche ore. Il 25 luglio quello italiano sfonda quota 540 (apertura a 541 punti), anche se poi scende rapidamente a 532 e poi a 527. Alle 11,30 il livello è a 520: non è certo l’apnea dei 540, ma ancora lontani da livelli “tranquilli”. Ancora mezzora e si scende ancora a 418. Quello spagnolo inizia con un poco incoraggiante 636 prima di attestarsi attorno ai 630.

Intanto, i bund tedeschi vanno a ruba anche se non rendono come prima: infatti la Germania ha venduto titoli di Stato a 30 anni anche se il rendimento è “crollato” ai livelli del ’94. Il rendimento medio è sceso al 2,17%, un livello mai toccato dal 1994, dal precedente minimo del 2,41% dell’asta di aprile. Nonostante questo, però, lo Stato tedesco ha ricavato 3,367 miliardi superando l’importo massimo previsto di 3 miliardi.

Italia

Il differenziale tra Btp e Bund apre così 10 punti oltre la “linea rossa” del giorno prima, poi è tornato a 533 punti. Il rendimento dei titoli di Stato italiani è invece al 6,6% (il giorno prima aveva toccato il livello, già record, del 6,6%). Il rendimento ha fatto comunque in tempo a toccare la nuova soglia record di 6,7%. Lo spread cala poi a 527 punti base, con il rendimento dei Btp al 6,52%.

Spagna

Ma se l’Italia non sta bene, la Spagna sta decisamente peggio. Qui ormai lo spread tra Bonos e Bund è stabilmente oltre quota 600. E il 23 luglio i rendimenti dei Bonos toccano livelli record: il rendimento dei titoli di stato a 10 anni ha toccato in apertura dei mercati il 7,659%. Nuovo primato, anche in questo caso poco invidiabile, per il rendimento dei titoli spagnoli a due anni, che toccano 7% (il rendimento è salito al 7,09%) per la prima volta dalla nascita dell’area euro (l’ultima volta che il rendimento aveva superato il 7% era il 1996). Dopo pochi minuti lo spread cala (si fa per dire) a 631, mentre il rendimento dei Bonos cala (anche qua c’è poco da stare allegri) al 7,56%

Nel frattempo, proprio lo stesso giorno la Commissione Ue ha dato il suo via libera al programma di ricapitalizzazione delle banche spagnole in difficoltà in applicazione dell’accordo sottoscritto tra l’Eurogruppo e il governo di Madrid.

Il programma di ricapitalizzazione, ha sottolineato il commissario per la concorrenza Joaquin Almunia, ”rappresenta il primo passo per l’applicazione del memorandum d’intesa sottoscritto recentemente” e consentirà ”di ricostruire il sistema finanziario spagnolo su basi più sane. Un precondizione chiave per una crescita sostenibile della Spagna”. L’ok giunto oggi dalla Commissione consentirà al Fondo pubblico spagnolo per la ristrutturazione delle banche (Frob) di erogare aiuti di Stato agli istituti che hanno necessità più urgenti in attesa che vengano conclusi gli stress test avviati in base all’intesa del 20 luglio scorso e al fine di disinnescare potenziali ”minacce” per la stabilità dell’intero sistema finanziario. Gli effetti distorsivi degli aiuti pubblici sulla concorrenza degli aiuti erogati attraverso le ricapitalizzazione, spiega Bruxelles in una nota, saranno ”minimizzati” attraverso l’applicazione di particolari condizioni, come la remunerazione del capitale versato e il divieto di distribuire dividendi o altri coupon. Le banche beneficiarie degli aiuti dovranno inoltre presentare piani di ristrutturazione per dimostrare che nel lungo termine torneranno a essere ‘sane’ senza dover ricorrere ancora al sostegno pubblico.

Asta dei Bund

La Germania ha venduto Bund a 30 anni per 2,32 miliardi di euro con tassi al nuovo minimo storico. Il rendimento medio è sceso al 2,17%, un livello mai toccato dal 1994, dal precedente minimo del 2,41% dell’asta di aprile. La domanda ha raggiunto i 3,367 miliardi superando l’importo massimo previsto di 3 miliardi.

Borse

Le Borse europee hanno aperto in leggero rialzo, ma poi il vento è cambiato quasi subito. Poi, però, le notizie della mattinata hanno dato una boccata d’ossigeno ai principali listini europei. Salgono Madrid (+0,77%) e Milano (+0,59%) mentre segnano ribassi frazionali Londra (-0,31%), Francoforte (-0,2%), Parigi (-0,17%). L’andamento delle borse resta comunque ondivago, con continue oscillazioni attorno alla parità. Poi l’indice Ftse Mib (quello di Piazza Affari, ha ceduto lo 0,07%).

Poi a metà mattinata la ripresa: tutti positivi i listini con Milano (+1,6%) e Madrid (+2%) in luce. Progressi attorno al mezzo punto percentuale per le altre borse nonostante i dati negativi sulla fiducia dei consumatori in Germania e il calo oltre le attese del Pil della Gran Bretagna. Recuperano i bond di Spagna e Italia sulle scommesse di un potenziamento del fondo salva-stati attraverso la concessione di una licenza bancaria.

A trainare il rimbalzo dei listini sono i titoli dell’auto (+2%) grazie ai conti meno deludenti delle attese di Peugeot (+3%). In luce anche Daimler (+3,6%) e Fiat (+2,8%). Bene anche i bancari con Ubi (+5%), Natixis (+4,5%), Credit Agricole (+4%) e Unicredit (+3,9%). Il rimbalzo di Milano e Madrid beneficia anche della riduzione, rispetto ai massimi dell’apertura, degli spread sul bund tedesco.

Il recupero dei titoli di stato segue alle parole del membro della Bce, Ewald Nowotny, secondo cui esistono argomenti a favore della concessione della licenza bancaria al fondo salva-stati, così da incrementarne la potenza di fuoco attraverso l’accesso ai prestiti della Bce

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