Investire in valuta estera: guida alla scelta. Bond, rendimenti, rating, rischi

Pubblicato il 26 luglio 2012 11:07 | Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2012 11:11

ROMA – Dalla nascita dell’euro, mai come in questi giorni di apprensione sulla sua sorte si era tanto sentito parlare di franchi svizzeri, sterline, lire turche, dollari americani e australiani, corone scandinave ecc.. La paura di veder evaporare i propri “tesoretti” privati fa 90 e si corre ai ripari. Servono antitodi forti allo spread. Occorre investire in valute diverse parte dei risparmi per metterle al riparo dall’euro. Già, proprio quell’euro che fino alle fibrillazioni dell’ultimo anno era la moneta più giovane e più forte. Riorganizzare i propri portafogli è diventato un imperativo.

Il Corriere della Sera del 26 luglio propone una utile scorribanda tra le valute per monitorare stabilità delle monete, rendimenti delle obbligazioni denominate in valuta, profilo degli emittenti e relativo rating, percentuali di rischio. Dimmi con che valuta ti accompagni e ti dirò chi sei? Non esattamente: diversificare è la parola d’ordine, rischiare un minimo è il corollario inevitabile. Nessuno, nemmeno l’analista che ci azzecca di più, può dirti quanto ti conviene rischiare. Diciamo che dai più “coraggiosi” ci possiamo attendere una esposizione sui titoli esteri fino al 50% del proprio portafoglio. Per i più timidi parliamo del 20%.

In ogni caso vanno scelte obbligazioni con durata breve, massimo due anni, scegliendo il grado di affidabilità segnalato da un rating medio alto. Anche se, come le obbligazioni Fiat denominate in franchi svizzeri, con un poco lusinghiero BB-, restano appetibili perché la ferrea presa sul cambio con l’euro della banca centrale svizzera potrebbe attenuarsi se l’afflusso di di valute diverse dal franco continuasse impetuoso. Il rendimento delle obbligazioni denominate in lire turche sono molto alti (intorno al 6%) dunque potenzialmente più rischiose: ma l’eccezionale crescita economica turca ammortizza il rischio.

Soprattutto i due emittenti, la Bei (banca di investimenti europei) e Kfw (la banca che gestì la parte finanziaria della riunificazione tedesca) sono affidabilissimi. E infatti si combinano elevati rendimenti e massimo di rating. Scegliere le corone dei paesi scandinavi significa fare una scelta in difesa: 3% di rendimenti ma portafogli in camera di sicurezza lontani dalla tempesta dei mercati.

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Fonte Corriere della Sera