Squinzi (Confindustria): “Eurobond fondamentali per ripartire”

Pubblicato il 7 Maggio 2012 13:12 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2012 14:28

MILANO – Per uscire dalla crisi ”credo si debba andare nella direzione degli Eurobond: penso siano fondamentali, ci credo tantissimo”. Lo afferma il presidente designato di Confindustria, Giorgio Squinzi. ”Non se ne esce se non si va in qualche modo verso gli Stati Uniti d’Europa, per tenere in piedi il sistema dell’euro”, dice Squinzi.

Secondo il presidente designato di Confindustria gli Eurobond ”servono soprattutto per il rilancio delle infrastrutture”. ”Dobbiamo far ripartire gli investimenti nelle infrastrutture materiali e immateriali. Nel ’29 gli Stati Uniti sono usciti dal quella crisi cosi’: siamo esattamente nella stessa situazione”, aggiunge Squinzi intervenendo presso l’Universita’ Cattolica di Milano alla presentazione del nuovo libro di Alberto Quadrio Curzio.

”Sono sulle stesse posizioni del presidente della Confindustria francese, Laurence Parisot, secondo la quale l’Europa e’ la base di tutto: non terremo in piedi il sistema dell’euro se non avremo politiche comuni nel welfare, nel Fisco, nelle infrastrutture e nell’energia”, con quest’ultima che tra l’altro in Italia ”ha un costo del 30% superiore alla media europea”, ricorda Squinzi.

Tra le varie misure che il presidente designato di Confindustria, Giorgio Squinzi, indica per uscire dalla crisi ci sono anche ”quelle per la crescita: anche Monti se ne e’ reso conto e nelle ultime settimane c’e’ piu’ attenzione” sul tema. ”Abbiamo il drammatico problema di riequilibrare i conti, con misure e provvedimenti che negli ultimi anni non si sono voluti prendere: quindi – aggiunge Squinzi intervenendo presso l’Universita’ Cattolica di Milano alla presentazione del nuovo libro di Alberto Quadrio Curzio – abbiamo una pressione fiscale recessiva con consumi in calo. E i dati sui consumi degli ultimi quattro mesi sono di crollo verticale: siamo nel mezzo di una manovra che sta incidendo sul Paese in un modo veramente pesante”.

Secondo il presidente designato di Confindustria ”per ripartire penserei subito alle costruzioni, che in Italia tra l’altro non ha vissuto eccessi come in Spagna: i dati da questo mondo sono molto negativi e ripartire da li’ sarebbe molto virtuoso, in quanto e’ un settore ad alta intensita’ di manodopera e basso contenuto di importazioni”. Tra le altre misure piu’ urgenti, Squinzi ricorda la dismissione del ”patrimonio dello Stato che non da’ reddito”, ”la riduzione dei costi della pubblica amministrazione anche introducendo costi standard per evitare la disparita’ tra Regione e Regione” e ”il recupero dell’evasione e dell’elusione fiscale non con misure di accanimento ma attive, a partire dalla deducibilita’ di alcuni costi che farebbe emergere redditi e realta’ sommerse”, conclude il presidente designato di Confindustria, che tra due settimane si insediera’ ufficialmente alla guida dell’associazione imprenditoriale. .