Stabilimenti balneari Rimini, si paga l’Imu anche sull’ombra. Ma al 50%

di Warsamé Dini Casali
Pubblicato il 11 Dicembre 2019 16:13 | Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2019 16:14
Stabilimenti balneari Rimini, si paga l'Imu anche sull'ombra. Ma al 50%

Stabilimenti balneari, fa discutere l’Imu sull’ombra (Ansa)

ROMA – I bagnini riminesi pagheranno la cosiddetta “Imu sull’ombra“. Ma non tanto quanto chiesto dall’Agenzia delle Entrate nelle cartelle spedite loro la scorsa estate. Ed impugnate in circa 400 ricorsi davanti alla Commissione Tributaria della città romagnola. Questa – depositate le prime sentenze – ha stabilito sì il pagamento della tassa. Ma anche una riduzione di circa il 50% di quanto richiesto dall’Erario agli operatori balneari.

Nel dettaglio le sentenze confermano come gli stabilimenti, dal punto di vista della normativa catastale, debbano essere riconosciuti tra le attività idonee a produrre reddito. Ma contestualmente sono stati annullati in via parziale gli avvisi di accertamento notificati dall’Agenzia delle Entrate. Quelli nella parte in cui rideterminavano il valore catastale dell’arenile secondo una suddivisione in zone.

Le zone ad ombreggio deposito di ombrelloni

Ovvero una cosiddetta “ad ombreggio”, dove si mettono gli ombrelloni. Con le sue pronunce la Commissione Tributaria ha confermato il valore catastale dei fabbricati, ossia delle cabine – come denunciato dai contribuenti ed accertato dall’ufficio tributario -. Attribuendo, però, anche un valore alla spiaggia considerata quale bene produttore di reddito, unitamente a quella parte dell’arenile funzionale alle attrezzature, come ombrelloni e sdraio. Pervenendo ad un criterio di calcolo basato sulla base dei valori forniti dalle parti e da alcuni decreti ministeriali ed altre fonti normative, che portano ad un raddoppio circa della rendita catastale degli stabilimenti balneari, come era stata dichiarata dai contribuenti, e a una riduzione di circa il 50% di quella richiesta dall’Erario.

Tutto ciò in linea con l’articolo 53 della Costituzione sulla capacità contributiva di ognuno impedendo di fatto che aree spiaggia piccole ma con molte cabine finiscano per pagare di più rispetto ad aree più grandi ma con poche cabine e molti ombrelloni. In buona sostanza, giusto a titolo di esempio, se prima uno stabilimento pagava 500 euro di Imu oggi ne dovrà pagare 1.000 ma non i 2.000 chiesti dall’Agenzia delle Entrate. (fonte Ansa)