Statali, arrivano arretrati (già a febbraio prima del voto) e aumenti (marzo)

di Redazione nBlitz
Pubblicato il 19 gennaio 2018 13:33 | Ultimo aggiornamento: 19 gennaio 2018 13:33
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Statali, arrivano arretrati (già a febbraio prima del voto) e aumenti (marzo)

ROMA – Statali, arrivano arretrati (già a febbraio prima del voto) e aumenti (marzo). “Dopo il Cdm di oggi via libera al pagamento degli arretrati e degli aumenti previsti dal nuovo contratto per la Pa centrale”. Così la ministra della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, via Twitter. Oggi infatti il Consiglio dei ministri ha approvato l’ipotesi di contratto presentata da Madia. La presidenza ha così autorizzato la ministra a concludere l’iter per rendere operativo il nuovo contratto dei dipendenti pubblici.

L’approvazione di oggi serve ad accelerare l’iter normativo in modo da portare già nelle buste paga di febbraio gli effetti degli aumenti, prima del 5 marzo, quando si terranno le prossime elezioni politiche nazionali.

L’impresa non riuscirà per gli aumenti a regime, che insieme all’«elemento perequativo» (cioè il tassello aggiuntivo da 20-25 euro previsto nel 2018 per i livelli di inquadramento più bassi) dovrebbe affacciarsi solo a marzo. Ma potrebbe essere centrata per gli arretrati, relativi ai due anni e due mesi passati senza contratto nel triennio 2016-2018. (Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore)

Nelle buste paga dei dipendenti della pubblica amministrazione saranno caricati arretrati che vanno dai 370euro della classe retributiva più bassa ai 712 di quella più alta, per una media di 492euro. Questo il risultato dell’intesa tra sindacati e Aran, l’agenzia che ha trattato per conto della ministra Madia. Il contratto, valido per 240mila dipendenti, copre infatti il triennio 2016-2018.

L’aumento cumulato lordo, inglobando tutto, andrà dai 454 euro agli 829, a seconda della posizione economica ricoperta, con una media intorno ai 577 euro. Tabelle alla mano, il contratto prevede un incremento a regime dai 63 ai 117 euro mensili (85 circa il valore medio). E per le le sette posizioni economiche inferiori c’è da considerare l’elemento perequativo, dai 21 ai 25,80 euro mensili. Un assegno, da corrispondere in dieci mensilità, che garantisce il mantenimento degli 80 euro, come promesso dalla ministra della P.a, Marianna Madia.

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