Statali: buoni pasto, pulizie, visite mediche…prezzi “bloccati” nella P.a.

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 settembre 2014 7:16 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2014 23:25
Statali: buoni pasto, pulizie, visite mediche...prezzi "bloccati" nella P.a.

Foto d’archivio

ROMA – Il diametro e il colore delle mele. Lo stato di ingrassamento dei bovini (per la carne) o i tagli del pollo. Ma anche frequenza delle singole attività di pulizia, il costo dell’idraulico per la realizzazione di un bagno, parametri precisi di strumentazioni per ecografie, radiografie o l’autocontrollo della glicemia. E soglie di spesa per stampanti, scrivanie, telefoni. Sono i dettagli contenuti nell’elenco dei “prezzi benchmark Consip”, con relative caratteristiche essenziali dei beni, reso pubblico dal ministero dell’Economia.

Un lungo elenco di quasi 300 pagine che imbriglia una volta per tutte la spesa delle pubbliche amministrazioni, che ora non potranno più facilmente aggirare l’obbligo di acquistare a prezzi non superiori alle convenzioni Consip, la centrale di acquisto nazionale, giustificando con piccole differenze dei prodotti acquisti a prezzi più elevati. La pubblicazione degli elenchi era attesa, ed era stata annunciata già all’inizio di giugno dal commissario alla spending review Carlo Cottarelli che sul suo blog aveva spiegato come fosse “facile eludere” la norma ad esempio, facendo il classico esempio del telefono, dicendo che occorreva un telefono di colore giallo anziché bianco.

Ora invece sono state indicate le caratteristiche essenziali dei beni che servono alla P.a., in modo che solo deviazioni (indispensabili) da queste caratteristiche potranno “essere considerate rilevanti per giustificare acquisti a prezzi più alti”. L’operazione, ricorda infatti il Tesoro, rientra nel Programma di razionalizzazione degli acquisti della P.A e consentirà di agevolare vigilanza e controlli sugli acquisti da parte della nuova Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone (che peraltro insieme a Cottarelli ha già inviato circa duecento lettere ad altrettante amministrazioni per chiedere spiegazioni su acquisti fuori dai parametri, le cui risposte sono ancora in via di elaborazione). Ma potrà anche aiutare il pubblico a mettersi in regola “ottimizzando” i programmi di acquisto.