Statali, Corte Costituzionale: “Illegittima trattenuta del 2.5% su buonuscita”

Pubblicato il 13 Ottobre 2012 12:09 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2012 12:10

ROMA – La trattenuta del 2,5% che gli statali si vedono applicare ogni mese per il Tfr è illegittima. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con una sentenza che, secondo la Cgil, minaccia di essere una “bomba per i conti dell’Inps”. L’oggetto della questione è il trattamento di fine lavoro.

Si tratta, in realtà, di un altro aspetto della stessa sentenza con cui la Consulta, qualche giorno fa, ha dichiarato incostituzionali le tasse supplementari ai danni di supermanager e magistrati. E il criterio soggiacente è lo stesso: non si può discriminare una categoria a scapito delle altre e quindi non può passare una operazione che penalizza i dipendenti pubblici rispetto ai lavoratori privati.

Il tutto risale alla manovra del 2o10 scritta e voluta dall’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti che, oltre a congelare gli stipendi degli statali per tre anni, equiparava l’istituto della loro buonuscita  al Tfr dei privati.

Spiega il Messaggero: “Le due forme di liquidazione funzionano in modo abbastanza diverso: la buonuscita degli statali era alimentata da un accantonamento del 9,6 per cento calcolato sull’80 per cento della retribuzione: il 2,5 (quindi il 2 per cento del totale) era a carico del lavoratore. Invece per il Tfr viene accantonato il 6,91 per cento dello stipendio totale, totalmente a carico del datore di lavoro”.

I dipendenti pubblici, in ogni caso, non si illudano troppo: le speranze di “restituzione” sono minime, vista la situazione dei conti pubblici. Ma è chiaro che dovranno essere cercati degli aggiustamenti normativi.

Cosa è successo e cosa non è successo lo spiega ancora il Messaggero: “Con l’equiparazione tra pubblico e privato la trattenuta del 2,5 per cento, denominata «Opera di previdenza» sarebbe dovuta sparire dai cedolini. Anche perché a fronte di questi soldi non c’è più a fine carriera, come accadeva con la buonuscita, una liquidazione generalmente più vantaggiosa del Tfr. Anzi, per i lavoratori pubblici la base retributiva per il calcolo del Tfr resta pari all’80 per cento dello stipendio, mentre per i privati si tiene conto del 100 per cento.

 Nella realtà però non è successo nulla, anche perché l’allora Inpdap (poi confluita nell’Inps) ha emanato una circolare in cui sosteneva che siccome la legge aveva sì modificato il sistema di calcolo, ma senza cambiare il nome «buonuscita», la trattenuta doveva essere applicata ancora. E così hanno fatto tutte le amministrazioni”.

Dopo che alcuni lavoratori hanno fatto ricorso al Tar la tassa del 2,5% è stata dichiarata illegittima. La questione, in ogni caso, non riguarda tutti gli statali ma solo quelli assunti prima del 2001, che sono circa 2 milioni. Gli altri, invece, nel contratto  hanno già il nuovo il meccanismo del Tfr con lo stipendio è ridotto in proporzione al momento dell’assunzione.