Statali, stretta contro i furbetti: sbaglia uno, paga tutto l’ufficio

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 dicembre 2017 23:23 | Ultimo aggiornamento: 18 dicembre 2017 23:23
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Statali, stretta contro i furbetti: sbaglia uno, paga tutto l’ufficio

ROMA – Se sbaglia uno, pagano tutti: c’è anche questo nel nuovo contratto di lavoro per gli statali. L’ultima stretta ai furbetti, in linea con la riforma Madia, prevede infatti l’affermarsi di una logica di squadra nel pubblico impiego, nel bene e nel male. Così i danni provocati dall’assenteista si riverseranno anche sui colleghi. E il taglio dei premi riguarderà tutto l’ufficio.

La nuova bozza del contratto, visionata dall’agenzia Ansa, si compone di 95 cartelle, più le tabelle retributive allegate. In ballo non c’è solo lo scatto medio di 85 euro mensili ma anche un set di regole diverso rispetto al passato. Arriva un bonus per i salari più bassi e il welfare aziendale, con misure di sostegno per l’istruzione dei figli e le polizze sanitarie.

La trattativa tra l’Aran, il braccio del Governo al tavolo, e i sindacati entrerà nel vivo mercoledì. L’obiettivo è raggiungere un accordo prima di Natale, anche con una non stop. Le sigle del pubblico impiego, come noto, insistono da tempo per avere più spazio, con format di partecipazione.

Stando alle bozze, infatti, i sindacati non saranno più solo informati delle decisioni prese dai dirigenti ma potranno chiedere di aprire un confronto, seppure entro certi limiti di tempo: la fase consultiva non potrà superare i 30 giorni. Il dialogo potrà riguardare anche l’orario di lavoro, la mobilità, gli incarichi e i sistemi di valutazione.

Nasce poi “l’Organismo paritetico per l’innovazione” per la promozione della legalità e del “benessere organizzativo”. Capi e lavoratori saranno ugualmente rappresentati all’interno della nuova cabina, chiamata a riunirsi almeno due volte l’anno. Alla task force sarà anche affidata la messa a punto di misure per “disincentivare elevati tassi di assenza del personale”.

L’organismo formulerà “correttivi” qualora si verifichino madie “che presentino significativi scostamenti rispetto a benchmark di settori”, indicatori standard, “pubblicati a livello nazionale” o “siano osservate concentrazioni” in date particolari, in cui occorre garantire una continuità di servizio: l’ispirazione arriva dal Capodanno dei vigili urbani della Capitale.

Di certo, si legge nel testo, occorre prevedere delle “significative riduzioni delle risorse” a titolo di premio collettivo. A proposito di merito, le maggiorazioni di stipendio saranno “differenziate”: saltano le cosiddette gabbie della legge Brunetta ma resta l’indicazione per dare di più ai migliori.

L’ipotesi è elargire i plus a una quota che non superi il 30% del personale. Ma allo stesso tempo si prova ad accorciare un po’ la forbice tra i più ricchi e i più poveri. Spunta così un “elemento perequativo mensile”, una misura compensativa, in modo da garantire il completo salvataggio del bonus degli 80 euro e il riscatto di anni di blocco contrattuale.

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