Statistiche Ue/ I romeni lavorano di più e gli italiani non rinunciano alle ferie

Pubblicato il 4 agosto 2009 13:48 | Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2009 13:48

bruxelles_parlamento316_imgI romeni si confermano star dell’impiego con 1856 ore annue. A seguire gli altri Paesi dell’Est. Attivi per 41,8 ore sui 7 giorni,  in un anno i romeni lavorano cento ore in più di quanto dovrebbero. Gli italiani sono al ventiduesimo posto con 39,5 ore, davanti ai tedeschi con 41,2 ore effettive d’impegno. Ultimi i belgi e i francesi, rispettivamente con 38,6 e 38,4 ore. Il dato che si ricava è interessante: gli italiani, come i francesi, hanno un’attività che supera del 10% quanto previsto dalla base contrattuale e dagli accordi sindacali.

E se i romeni sono gli europei che lavorano di più, i francesi si classificano come quelli con l’orario più corto. I tedeschi, strano a dirsi, lavorano meno ore degli italiani e alla fine fanno più vacanze degli altri. Noi battiamo la Germania lavorando di più , ma non rinunciando alle ferie.

L’aspetto positivo che emerge è quello di una maggiore integrazione coordinata da Bruxelles.  I comportamenti tendono ad armonizzarsi e le differenze quando si passa il confine si assottigliano. Si afferma un modo europeo di lavorare. Anche se con tutte le differenze del caso.

Dall’analisi delle ferie le classifiche appaiono rovesciate. La Romania è fra le ultime, confermando il molto lavoro e la poca villeggiatura (21 giorni contrattuali di riposo annui). In testa, in questo caso, gli svedesi (33 giorni), i danesi (30), i tedeschi (30) e gli italiani (28). In coda l’Estonia (20), Cipro (20).

Eurofound –  ovvero la Fondazione europea per il miglioramenti delle condizioni di vita e del lavoro – stima che in base ai contratti settoriali, dunque facendo la media di tutte le normative nazionali, gli europei sono tenuti a lavorare 38,6 ore alla settimana. Se si escludono i Paesi dell’Est, quasi tutti con un livello di riferimento indicato a 40 ore, i sistemi sono grosso modo in linea, con l’Italia a 38 ore, soglia più elevata rispetto alla Germania e naturalmente alla Francia che sulla carta avanza con le 35, almeno sinché dura e Sarkozy non riscrive tutte le istruzioni per l’uso di travet e operai transalpini. Sempre nella media, ciò implica che nella teoria contrattuale gli europei devono essere impegnati 2008 ore l’anno.