Stefano Lucchini e Gianluca Comin: che faranno da grandi? Cesare Lanza si chiede

Pubblicato il 6 Giugno 2014 7:46 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2014 17:09
Stefano Lucchini e Gianluca Comin: che faranno da grandi? Cesare Lanza si chiede

Gianluca Comin: da capo dell’immagine Enel a…

Stefano Lucchini ha lasciato Eni, Gianluca Comin ha lasciato Enel, Federico Fabretti se ne va da Ferrovie. Le porte girevoli ruotano come roulette nel mondo della comunicazione delle grandi aziende pubblice italiane e Cesare Lanza, che ne ha buona conoscenza, se ne occupa sul suo blog. Scrive Cesare Lanza:

“Ho grande considerazione per i professionisti che lavorano nell’ampio settore della comunicazione, dagli uffici stampa alle relazioni esterne, dall’immagine ai rapporti istituzionali. È un lavoro difficilissimo anche se accessibile a chiunque: non c’é sciacquetta, non c’è giovane rampante, senza arte né parte, che non ci provi (più o meno come nel giornalismo o nel mondo dello spettacolo). In realtà, per emergere e reggere botta, ci vogliono cabbasisi, per dirla alla siciliana con Camilleri, di acciaio. E non solo. Ci vuole cultura, ci vuole duttilità intellettuale, ci vuole correttezza, e poi bisogna stare sempre sul pezzo, saper anticipare, rinviare, informare, disinformare, depistare, criptare, svegliare, addormentare… quante cose bisogna (saper) fare! In passato ho conosciuto tre fenomeni, faccio solo tre nomi: Mario Zamorani (Italstat), Roberto Caravaggi (Enel) e Giampaolo Cresci (Rai). Per avvantaggiarsi sugli altri Cresci leggeva i giornali appena stampati, di notte, e al mattino cominciava a rompere i coglioni a politici, imprenditori e giornalisti, tutti ancora semi addormentati e inconsapevoli. Oggi tutto é cambiato e un terremoto sta scuotendo territori che si consideravano stabili, organigrammi, posizioni di potere…

In principio fu Stefano Lucchini, qualche giorno fa ha lasciato l’Eni dopo due lustri abbondanti di dominanza come “cervello” nelle strategie, oltreché nelle relazioni e nella comunicazione e, infine, in un prestigioso ruolo istituzionale come presidente di ENI America. Ieri è stato Gianluca Comin a comunicare la sua uscita dall’Enel. Come Lucchini, a fianco di Scaroni, così Comin per vari mandati é stato il braccio e la mente di fiducia dell’ad Conti. Due grandissime personalità, siamo in attesa di conoscere il loro futuro, non sono affatto in odore di pensione. Lucchini legge i suoi libri prediletti, Comin si è acquartierato a Roma in un grande studio legale, internazionale. Tutti e due riflettono su auree scelte: dove accasarsi, chi merita di accogliere il loro bagaglio di esperienza?

I due, Lucchini e Comin, sono come Bartali e Coppi, obbligati all’antagonismo ma in realtà amici e simili anche nello stile. Le loro decisioni derivano dall’insediamento in Eni ed Enel dei nuovi capi azienda. Effetto domino. E la successione sarà probabilmente interna: saggio orientamento sempre, quando l’azienda funziona. Non é finita qui. Il terremoto investirà anche Finmeccanica, dove lavorano ottimi professionisti (Forlani, Alatri) ma Mauro Moretti non contiene, dicono, l’irresistibile desiderio di portarsi dietro, dalle Ferrovie, Federico Fabretti – suo comunicatore di fiducia. Di Fabretti so che é un poeta apprezzato, un musicista sensibile (suona bene la chitarra) e che è l’unico uomo al mondo, probabilmente, a saper accettare e metabolizzare le asprezze – eufemismo – del carattere di Moretti.

Alle poste Caio ha ingaggiato Giuseppe Coccon, affidandogli tutto il reame dei rapporti di comunicazione. Coccon, con un cognome che ricorda il celebre film dei vecchietti arzilli (“Cocoon”), è un egregio professionista che da Caio si era fatto apprezzare all’epoca di Avio. Resta da capire cosa farà la signora Loretana Cortis, una delle grandi signore di questo settore (rapporti istituzionali). Vicina a Sarmi, aveva costituito un ottimo gruppo di lavoro. E ora? Meno preziosa, però abile a muoversi, la Giorgetti. Infine, una star: Daniela Carosio, aveva appena risolto il suo mandato alle Ferrovie, e ora si prende una grandiosa e meritata rivincita: addirittura è stata inserita nel cda di FF/SS. E queste sì, che sono soddisfazioni. Il merito, a volte, si impone!