Stipendi Polizia: Governo sblocca salari di 110mila divise (scatti 2010-2014)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 settembre 2014 9:08 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2014 9:08
Stipendi Polizia: Governo sblocca i salari di 110mila divise (scatti 2010-2014)

Stipendi Polizia: Governo sblocca i salari di 110mila divise (scatti 2010-2014)

ROMA – Stipendi Polizia: Governo sblocca i salari di 110mila divise (scatti 2010-2014). Dal 2015 torneranno a muoversi gli stipendi di forze di polizia e militari, fermi dal 2010. Le risorse – circa un miliardo di euro – sono state trovate dopo un incontro a Palazzo Chigi tra Luca Lotti, sottosegretario alla presidenza del consiglio e braccio destro del premier Matteo Renzi, ed i ministri interessati, Angelino Alfano (Interno), Roberta Pinotti (Difesa) e Pier Carlo Padoan (Economia). “E’ stata confermata la decisione – commenta Alfano – di risolvere la questione. Il lavoro per reperire le risorse è positivamente avviato”.

La soluzione messa a punto dal governo è la seguente: attraverso una copertura di 989 milioni di euro, a partire dal 2015, i trattamenti economici del personale delle forze dell’ordine verranno allineati rispetto agli scatti di carriera e di grado maturati nel periodo 2010-2014. In pratica 110 mila lavoratori in divisa (40 mila carabinieri e 60 mila tra poliziotti e finanzieri, più gli appartenenti a polizia penitenziaria e guardia forestale) si vedranno finalmente riconoscere un trattamento adeguato al loro status. (Silvia Barocci e Michele Di Branco, Messaggero)

Da parte loro i sindacati attendono comunicazioni ufficiali, ma puntualizzano sulla minaccia di sciopero che aveva fatto tanto arrabbiare il presidente del Consiglio: riguardava forestali e vigili del fuoco, non forze di polizia e carabinieri, cui la legge vieta di incrociare le braccia. L’annuncio del Governo sulla soluzione “in dirittura d’arrivo” giunge poco prima che una parte dei sindacati di polizia e dei Cocer vengano ricevuti a Palazzo Grazioli da Silvio Berlusconi. Forse un caso o forse la volontà di bloccare eventuali strumentalizzazioni della vertenza.

Le coperture di massima sono state dunque trovate. Anche nella cifra vanno computati anche i 119 milioni del fondo di perequazione destinato alla formazione dei poliziotti nel passaggio eventuale alle amministrazioni civili: una partita di giro. Quanto basta, dunque, per eliminare i tetti salariali che hanno fatto perdere ai poliziotti in quattro anni, secondo stime dei sindacati, tra i 4mila ed i 6mila euro netti in quattro anni.

Alla soluzione i ministri Alfano e Pinotti lavoravano da mesi, poi il 3 settembre c’è stata la doccia fredda del ministro per la Pubblica amministrazione Marianna Madia: “Non ci sono le risorse per lo sblocco dei salari”. Sindacati di polizia e Cocer sono insorti con l’inaudita minaccia dello sciopero generale. Una presa di posizione che ha provocato l’ira del premier, che anche ieri li ha accusati di “pressioni indebite” e “forme di protesta contro la legalità”. Il fido Lotti ha comunque preso in mano la vertenza ed oggi ha convocato la riunione che si è conclusa con una fumata bianca.

Le sigle sindacali non si sono “rimangiati le parole”, come auspicava Renzi. Ma oggi ne hanno precisato il senso. “All’interno dei Comparti Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico – hanno spiegato – vi sono, infatti, categorie che hanno, per legge, il diritto di sciopero”. Si tratta di forestali e vigili del fuoco. Pertanto, hanno aggiunto, “l’annuncio di fare ricorso a questa forma legittima di protesta è da intendersi riferito ai colleghi di questi settori. Il personale, come sempre e solo se necessario, attuerà le proprie azioni di protesta senza alcun pregiudizio per la tutela della sicurezza, della difesa e del soccorso pubblico dei cittadini e delle Istituzioni democratiche”.

Comunque, ha osservato Felice Romano, segretario del Siulp, “lo sblocco è la restituzione di soldi che ci spettavano e premia la meritocrazia, la maggiore produttività e la professionalità degli uomini e delle donne in uniforme”.