Studio Cgia Mestre: senza entrate da slot e Vlt 234 euro di tasse in più per ogni famiglia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Novembre 2019 12:39 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2019 12:43
Slot Machine, Ansa

Slot Machine (foto Ansa)

ROMA – 6,1 miliardi di euro nel 2018: questo quanto versato dall’intero comparto giochi per slot e Vlt. Cifra, 6,1 miliardi, che corrisponde circa al 60% dei versamenti allo Stato del’intero settore.

E qualora mancassero questi 6,1 miliardi per rimpiazzarli ogni famiglia dovrebbe versare 234 euro annui di tasse in più. Questi i risultati di uno studio realizzato dalla Cgia di Mestre.

“Singolare – nota lo studio – peraltro notare come le risorse generate per l’erario dai cosiddetti apparecchi da intrattenimento siano pari a quelle impiegate per finanziare reddito e pensione di cittadinanza nel 2019”.

La manovra economica attualmente all’esame del Senato porterà un nuovo aumento, fino al 23% delle aliquote (erano al 12% nel 2007).

“Secondo il decreto Balduzzi –  ha detto Andrea Vavolo, della Cgia di Mestre, illustrando il report – i luoghi sensibili da cui i punti gioco devono essere tenuti a distanza erano solo quattro: istituti di istruzione, ospedali, luoghi di culto e centri socio ricreativi e sportivi. Nelle normative regionali questi luoghi sensibili si sono moltiplicati e, inoltre, i Comuni possono aggiungerne degli altri. Così il settore viene praticamente estromesso, anche perché in alcune regioni, come il Piemonte, la legge ha effetto retroattivo e colpisce gli esercizi esistenti prima dell’entrata in vigore della legge”.

“Fino al 2015 – spiega – nel settore delle slot, gettito e raccolta andavano di pari passo: cresceva la raccolta e proporzionalmente cresceva il gettito a beneficio dello Stato. La crescita era dovuta da una maturazione del settore e dal restringimento dell’area dell’illegalità. A partire dal 2015 raccolta e gettito non vanno più di pari passo, perché crescono di molto le aliquote e si riducono i margini. I vari decreti che si sono susseguiti hanno progressivamente inasprito la tassazione, con il solo obiettivo di fare cassa”.

Fonte: Agipronews.