Super condono delle tasse, che sarà? Intanto risale lo spread

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 giugno 2018 12:24 | Ultimo aggiornamento: 6 giugno 2018 12:42
Super condono delle tasse, che sarà? Intanto risale lo spread

Super condono delle tasse, che sarà? Intanto risale lo spread

ROMA – Volando alto nel suo primo discorso in Parlamento il premier Conte non aveva precisato esattamente i termini della “pace fiscale” annunciata. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Qualcosa del discorso, non proprio qualcosa di promettente, devono però aver compreso i mercati, visto che stamattina lo spread ha ripreso il volo.

253 punti base, riavvicinandosi ai livelli di guardia della scorsa settimana, sui timori per il programma economico del governo Conte e per l’avvicinarsi dell’addio della Banca centrale europea al quantitative easing. Il rendimento del decennale italiano è al 2,9%.

Tornando alla pace fiscale, considerando le due rottamazioni delle cartelle (la risoluzione agevolata delle pendenze fiscali) e le voluntary disclosure (la collaborazione volontaria per far emergere i patrimoni illecitamente detenuti all’estero) approntate dal governo precedente, non è stato subito chiaro a quale nuova concessione ai contribuenti morosi si riferisse.

Ci hanno pensato Salvini e il suo economista di riferimento Armando Siri (la pace fiscale era una promessa elettorale leghista) a svelare l’arcano: non si tratta d’altro che dell’“ennesimo generoso condono” (parole di Carlo Cottarelli che ha studiato il contratto di governo) sebbene la definizione esatta ufficiale reciti “saldo e stralcio dell’importo dovuto in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata difficoltà economica” (diciamo sotto i 100mila euro).

Una terza “rottamazione delle liti” pendenti con il Fisco, dunque: ma, appunto, dopo le altre due e le voluntary disclosure, non si è, come si dice in questi casi, raschiato il fondo del barile? Qualche numero: con la prima rottamazione sono stati recuperati 6,5 mld di gettito, la seconda che si è chiusa a metà maggio minaccia di far racimolare appena 2 mld. Stessa cosa con l’emersione volontaria dei capitali all’estero: la prima edizione ha visto 130mila domande per un incasso di un miliardo, nella seconda le richieste si sono fermate a 18mila.

Eppure per Salvini e Siri c’è ancora spazio per recuperare addirittura altri 40 miliardi. Come? Aggredendo meglio il “magazzino” di crediti accumulati dal 2000 da Equitalia, 1000 miliardi di euro di cui, però, secondo l’Agenzia delle Entrate solo 51 sono “lavorabili”, nel senso che gli altri non sono esigibili. Per la Lega invece si possono offrire condizioni migliori per aggredire anche un pezzo della montagna inesigibile, le aliquote potrebbero anche essere modulate in altro modo, si andrebbe da un 6% a un 15%. Per i tributaristi sfruttare ancora la rottamazione è inutile, attendersi un gettito “tra i 40 e i 60 miliardi” semplicemente irrealistico.

Quanto al profilo etico dell’ennesimo condono, la giustificazione del contratto si segnala per una certa creatività interpretativa: si argomenta, infatti, che il 15% che dovrebbe pagare chi è in debito con il Fisco è lo stesso 15% che pagherà il contribuente dopo l’entrata in vigore delle nuove aliquote della flat tax. Quindi potrebbe anche essere letto come una sorta di intervento di armonizzazione.

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