Supercar italiane: targa tedesca per sfuggire a Fisco, superbollo e autovelox

Pubblicato il 28 settembre 2012 9:54 | Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2012 9:54

targa tedescaROMA – Basta una targa tedesca sulla propria vettura per evitare un sacco di problemi con il Fisco e stare tranquilli che autovelox, ecopass o tutor non ti raggiungeranno mai. E infatti sono tantissimi gli italiani che ricorrono a questa furbata del tutto legale che, però, qualche colpetto all’erario glielo dà, se è vero che la raccolta delle imposte del superbollo è drasticamente diminuita  dal 147 milioni stimati ai 67 incassati dal Fisco. Buchi normativi, mancata armonizzazione fiscale tra i vari paesi europei, tutto concorre al successo di una pratica che, grazie a intermediari che fanno affari d’oro, non riguarda solo i proprietari di automobili di lusso ma è estesa soprattutto tra gli utilizzatori di auto aziendali. Quelli che hanno testato per primi i vantaggi dell’immatricolazione in Germania (ma anche di altri paesi specie dell’Est europeo). Oggi anche i vip ne fanno largo uso, da Belen a Elena Santarelli, ai calciatori.

Il trucco è semplice, l’introduzione del cervellotico e inutile superbollo ne ha solo allargato la platea di interessati.  Funziona così: basta andare da un noleggiatore di auto tedesco che offre leasing anche di lunga durata. Si può anche vendere la propria automobile a un intermediario italiano o tedesco il quale la immatricola oltre confine e poi la affitta al vero proprietario. La vettura, fra l’altro, non si muove dall’Italia: la risoluzione 344/E/2008 dell’agenzia delle Entrate consente di spostare all’estero solo i documenti.

I vantaggi? Intanto non si paga il superbollo. Poi si risparmia sull’assicurazione, visto che le polizze si stipulano con  compagnie tedesche. L’imposta di trascrizione non si paga, o si paga poco. Foto, rilievi e tutti gli occhi elettronici del mondo non possono toglierti punti, patente o soldi in multe. Ultimo vantaggio, l’immatricolazione straniera sfugge anche a Serpico, il cervellone del Fisco che incrocia i dati i fiscali: a consegnare informazioni all’Anagrafe tributaria sono tenute solo le società di noleggio italiane.

Troppo furbi? Forse, ma intanto, un normale cittadino italiano che voglia andare a risiedere in Francia e deve cambiare la targa (lo pretende l’assicurazione) va nell’ufficio dedicato di un a Gendarmerie e in 10 minuti gliela cambiano (al prezzo delle viti che la tengono ferma). La stessa cosa fatta da un cittadino francese costa mesi e non meno di 500 euro.